Mostre

“VORREI UN’ALTRA VITA PER IMPARARE IL COLORE”

In occasione del centottantesimo anniversario della nascita del pittore felsineo, l’esposizione di Bologna, la più ampia mai realizzata dedicata all’artista, intende riscoprire e celebrare la parabola umana e artistica di Luigi Serra, uno dei più importanti maestri bolognesi dell’Ottocento. Egli fu capace di costruire una solida carriera a livello nazionale nei principali centri culturali dell’Italia post-unitaria venendo a mancare a soli 42 anni.

Nonostante i notevoli successi di critica e di pubblico ottenuti in vita egli fu sempre accompagnato da una profonda inquietudine creativa, sintetizzata nella sua celebre affermazione: «Vorrei un’altra vita per imparare il colore».

Luigi Serra, Annibale Bentivoglio prigioniero nel castello di Varano concerta la fuga con certo Zanese Parolaio, 1870, olio su tela, 160 x 222 cm, Fondazione Collegio Artistico Venturoli

L’artista, infatti, rielaborava continuamente i propri soggetti attraverso un meticoloso processo di studio, senza mai ritenersi pienamente soddisfatto del risultato. Emblema di questo lacerante tormento interiore è lo straordinario e inedito Autoritratto di Luigi Serra, marzo 1884, conservato nella collezione del Museo Ottocento Bologna.

 Il dipinto reca sulla superficie i segni di vistose lesioni: venne infatti strappato dallo stesso Serra in un momento di acuto sconforto artistico e pazientemente recuperato dall’amico scultore Enrico Barbèri. Questo capolavoro “violato” farà da filo conduttore al percorso espositivo, accompagnando il visitatore alla scoperta non solo del grande maestro, ma dell’uomo con la sua sensibilità e le sue fragilità.

Dal 6 novembre 2026 all’8 marzo 2027 al Museo Ottocento Bologna sarà visibile la grande monografica Luigi Serra (1846-1888). “Vorrei un’altra vita per imparare il colore”. A 180 anni dalla nascita, a cura di Francesca Sinigaglia. In mostra oltre cento opere, tra dipinti a olio, acquerelli, disegni e documenti, riuniti in un percorso di lettura agile e innovativo.

Tra i capolavori in mostra figurano anche celebri tele storiche come Annibale Bentivoglio prigioniero nel castello di Varano, concerta la fuga con certo Zanese parolaio, Le confidenze e il dipinto Scena storica (Bozzetto della grande opera eseguita dal pittore Luigi Serra per incarico del Circolo Artistico di Bologna), proveniente da una collezione privata e solitamente non visibile al pubblico. 

Luigi Serra, Venezia dall’Isola di San Giorgio, 2 aprile 1876, acquerello su cartoncino, 26,7 x 20,1 cm. Collezione privata

Ampio spazio è riservato al periodo romano e ai rapporti con la Maison Goupil, al sipario e alle decorazioni del Teatro Gentile di Fabriano, dal 2026 Patrimonio Unesco, agli anni veneziani della Pensione Triennale e quindi al ritorno a Roma, documentato dalle opere per la chiesa di Santa Maria della Vittoria.

Una delle ultime sezioni approfondisce il legame professionale e di amicizia con la pittrice Attilia Marini, da cui proviene un nucleo di opere finora sconosciute. Chiudono la mostra il ciclo decorativo dell’Irnerio di Palazzo d’Accursio e la ricostruzione della fortuna postuma dell’artista con l’acquisizione del Fondo Serra da parte delle istituzioni bolognesi, la Pinacoteca e il Museo Ottocento Bologna.

L’evento espositivo si articola in dieci sezioni tematiche e si avvale della collaborazione di prestigiosi istituti museali uniti a importanti collezioni private, tra cui quelle degli eredi testamentari di Bologna e Napoli.

L’esposizione permetterà di ammirare per la prima volta l’intero corpus dei 200 disegni e importanti dipinti appartenenti al patrimonio del Museo Ottocento Bologna, testimonianza fondamentale della maestria grafica e del meticoloso lavoro di preparazione dell’artista, mai esposti prima.

                                                                              Patrizia Lazzarin

Immagine sopra: Luigi Serra, Autoritratto presso lo Studio Quattro Fontane 88 (Roma), 1884 (marzo), olio su carta, 22 x 13 cm. Museo Ottocento Bologna

Lascia un commento