I BRUEGHEL. L’ORIGINE DEI GENERI PITTORICI IN EUROPA

Uno sguardo ad un Rinascimento più onnicomprensivo, non rivolto solamente ad osservare una delle caratteristiche più pregnanti che lo caratterizzano, ossia il recupero dell’antico e della classicità come modelli. La mostra che si apre domani a Palazzo Reale a Milano: I Brueghel. L’origine dei generi pittorici in Europa analizza da differenti punti di vista quei fermentI culturali che a partire dal Quattrocento esprimono la mutata concezione del mondo vissuta dall’uomo.
La dinastia fiamminga dei Brueghel, a cominciare dal suo capostipite Pieter Brughel il Vecchio, scelsero come protagonisti dei loro quadri: il paesaggio, la natura morta, come gli stupendi vasi di fiori e, soprattutto quella umanità che era spesso solo corollario nei grandi quadri storici e religiosi della tradizione artistica del tempo.
La rassegna evidenzia in particolare attraverso i dipinti e i disegni le influenze reciproche e gli scambi esistiti tra mondo fiammingo e nordico e l’ambiente artistico italiano, cercando nelle forme e nei colori delle opere, le parabole creative degli artisti che a volte si dimostrarono maestri ed altre discepoli.

Pieter Bruegel il Vecchio (copia antica da) La danza nuziale / 1566 circa
Cosa ha significato la grande famiglia Brueghel?
“Dai paesaggi innevati alle burrasche, dalle nature morte alla vita contadina fino alle battaglie, il sistema dei generi pittorici darà forma alla pittura moderna europea così come la conosciamo oggi”.
Questa esposizione conclude nel capoluogo lombardo, simbolico crocevia di culture, il progetto di avvicinamento all’arte nordica che era iniziata a Palazzo Reale nel 2018 con Albrecht Dürer ed era proseguito nel 2022 con Hieronymus Bosch e che culmina ora, con la rassegna visibile al pubblico da domani, intesa ad allargare la nostra conoscenza sulla complessa varietà del mondo artistico fiammingo.
Una trilogia, quasi, un discorso a tappe, frutto di un lavoro ultradecennale che ha unito le sinergie dello studioso di arte fiamminga Bernard Aikema, del Comune di Milano, di Domenico Piraina Direttore della Direzione Cultura del Comune e del Sole 24 ore che è anche main sponsor.
Durante la conferenza stampa tenutasi oggi, sia Tommaso Sacchi, l’assessore del Comune di Milano, sia il Dott. Domenico Piraina e Federico Silvestri, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Il Sole 24 ORE, hanno evidenziato il contributo della diplomazia culturale necessaria a riunire opere provenienti da musei di tutto il mondo permettendo in questo modo di far percepire, come in questo caso, una visione più completa dei fermenti culturali che hanno contraddistinto un momento storico cosi significativo per la Storia dell’uomo.
La storia dell’arte si disegna così come iconologia, alla ricerca del significato allegorico e simbolico che si legge nella narrazione contenuta nel quadro.

Pieter Brueghel il Giovane, Proverbi / 1606-1607
In programma dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, la mostra accompagna il visitatore in un percorso storico e artistico attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe. Un progetto che è firmato da Bernard Aikema e ha la curatela di Carlotta Striolo.
Accanto all’opera di Pieter Brueghel il Vecchio in mostra potremmo conoscere anche le creazioni del figlio Pieter Brueghel il Giovane, il primogenito che diede l’avvio ad una propria bottega dove le invenzioni del padre così apprezzate nella società del tempo, venivano riproposte anche con delle varianti per un pubblico che accoglieva benevolmente questa attenzione per la quotidianità. Nel tempo essa diventerà un tratto distintivo della pittura fiamminga. Basti ricordare le opere del famoso Johannes Vermeer.
I banchetti, le feste e le grandi scene dove sono protagonisti i contadini e la gente del popolo saranno poi ripresi con differenti interpretazioni ed attenzione da tutta la pittura europea.
In un gioco di rimandi, intorno agli stessi anni anche in Veneto, l Da Ponte aprivano una bottega dove il popolo e le sue occupazioni riempivano le scene, relegando il racconto biblico in secondo piano.
Fra le opere più emblematiche della tradizione bruegheliana, “I Proverbi” (1607), realizzata da Pieter Brueghel il Giovane a partire da un’invenzione del padre Pieter Bruegel il Vecchio (1559). Il dipinto raccoglie in una brulicante scena una moltitudine di episodi, ciascuno corrispondente a un proverbio o modo di dire della cultura popolare fiamminga.
A conferma del successo delle invenzioni bruegheliane, ad Anversa fra la seconda metà del Cinquecento e gli inizi del Seicento operarono artisti come Pieter Baltens, Gillis Mostaert, Pieter Steven, Gillis van Coninxloo e molti altri che si cimentarono nelle scene di vita popolare e nella realizzazione di paesaggi.

Hendrick Avercamp, Paesaggio invernale con cittadini e pattinatori /post 1610
Proprio nella stessa città nasce il primo mercato europeo dove i pittori e i grafici vendono le loro opere a compratori anonimi, non come in precedenza quando i lavori venivano realizzati solo su commissione.
L’altro figlio di Pieter il Vecchio, Jan Brueghel il Vecchio, appare più innovatore. In particolare egli si dedicò alla pittura di scene religiose e al paesaggio. In questo ambito si ammirano le sue ambientazioni fluviali e le campagne dove spiccano i mulini a vento. Egli viaggiò tra diverse città europee e operò in città come Milano, Roma, Praga e Bruxelles realizzando opere su commissione per i cardinali italiani, per l’imperatore Rodolfo II e per numerosi nobili della famiglia Asburgo. I suoi dipinti, spesso di formato ridotto, mostrano una pittura ricca di dettagli, che si avvaleva spesso di lastre di rame per ottenere una resa pittorica brillante.
Tra le sue creazioni gli inferni boschiani, già tema scelto dal padre nei suoi primi lavori, come quando quest’ultimo aveva disegnato le stampe per l’editore Hieronymus Cock. In Italia Jan Brueghel il Vecchio lavorò anche per il cardinale Federico Borromeo che apprezzava la varietas dei suoi microcosmi e suoi vasi di fiori, specchio della bellezza esistente nel Creato.
Patrizia Lazzarin
In alto: Pieter Brueghel il Giovane
Il censimento a Betlemme / ante 1616
