TORNANO A RISPLENDERE TRE DEI GRANDI TELERI DEL CICLO DEI MIRACOLI DELLA VERA CROCE

Spazi popolati. Tonache rosse, sai bianchi, eleganti dame, bambini e animali, prelati riccamente vestiti. I ponti di Venezia: Rialto, San Lorenzo. Cieli azzurri spruzzati appena di nuvole, la città con le sue barche e il suo mare. Venezia svela l’atmosfera di un altro tempo nei teleri del Ciclo dei Miracoli della Vera Croce di cui si è inaugurato il restauro.
Le puliture e i ritocchi conservativi hanno restituito la lucentezza originaria dei colori rendendo un luogo iconico quale è Venezia percepibile come era cinquecento anni fa. La prospettiva ritrovata ha reso più reali le scene dove vivevano i Veneziani del primo Rinascimento e dove si ammiravano le facciate affrescate dei palazzi, ora privi di decorazioni.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia hanno inaugurato ieri la conclusione del restauro dei primi tre capolavori appartenenti al monumentale Ciclo dei Miracoli della Vera Croce, che tornano visibili al pubblico dopo sei anni. Lo hanno fatto proprio nella sala che li contiene, davanti ad un folto pubblico di studiosi, restauratori e giornalisti.
I tre capolavori sono Processione in piazza San Marco (1496) e Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo (1500) di Gentile Bellini e Miracolo della reliquia della Croce al ponte di Rialto (1496) di Vittore Carpaccio.

Gentile Bellini, Processione in piazza San Marco, dopo il restauro
Il direttore delle Gallerie dell’Accademia, Giulio Manieri Elia che ha spiegato come il restauro si è svolto, ha iniziato il suo discorso parlando del valore di questo ciclo di otto teleri dei quali sono parte i tre tornati a mostrarsi nella loro bellezza.
Non esiste al mondo un altro ciclo pittorico capace di restituire un’istantanea così vivida della Venezia tra il 1496 e il 1500: una vera e propria “fotografia” della città, della sua gente e di architetture oggi scomparse, come le facciate interamente affrescate che riemergono nel dipinto del Ponte di San Lorenzo.
Fin dal Medioevo le Scuole, Confraternite di laici devoti, commissionavano vaste tele, anziché affreschi per decorare i loro ambienti. Le Scuole garantirono una sorta di welfare ante litteram, come ha commentato il sindaco Simone Venturini presente all’inaugurazione.
I teleri che decoravano la sala della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista erano stati realizzati per celebrare la reliquia della croce donata nel 1369 dal gran cancelliere di Cipro, Filippo de Mezières. L’incarico di dipingerli venne dato a Gentile Bellini, considerato il migliore pittore di Venezia. Al suo fianco un gruppo di maestri del calibro di Vittore Carpaccio, Lazzaro Bastiani, Giovanni Mansueti e Benedetto Diana.
Conosciamo il contenuto degli episodi dipinti grazie ad uno scritto del 1590, di Giacomo de Melzi, Guardian grande della Scuola, dove sono indicati gli artisti e i fatti narrati.
Le indagini diagnostiche non invasive preliminari che hanno interessato i teleri: fluorescenza UV, riflettografia IR e XRF sono stati effettuate con una pulitura differenziata che ha permesso di conservare i rifacimenti storici dovuti alle decurtazioni pittoriche per l’apertura di antiche porte nella sala originaria.

Vittore Carpaccio, Miracolo della reliquia della Croce al ponte di Rialto, dopo il restauro
Le riprese in riflettografia infrarossa hanno consentito poi di conoscere come il pittore Gentile Bellini costruiva la scena attraverso il disegno, aggiungendo tasselli nella conoscenza del processo creativo dell’artista. In particolare nella processione in Piazza San Marco si sono individuati pentimenti e modifiche nell’impostazione di alcune figure, soprattutto nella zona della processione.
Nel miracolo della reliquia della Vera Croce al Ponte di Rialto di Vittore Carpaccio, figure, imbarcazioni e architetture risultano invece già disegnate nella fase preparatoria. Alcuni personaggi risultano modificati nella loro impostazione finale, mentre alcune figure presenti nel disegno preparatorio non sono successivamente state tradotte in pittura.
La rimozione delle vernici ingiallite dal tempo e alterate ha eliminato ora l’effetto di appiattimento restituendo profondità e prospettiva ai dipinti e mostrandoci così la loro vivacità.
A differenza di questi teleri che sono rimasti non visibili al pubblico dal 2020 al 2026, gli altri cinque che saranno ora restaurati rimarranno accanto agli altri durante le operazioni di restauro facendo uso di opportuni accorgimenti.
Nella sala accanto a quella in cui si ammira questo ciclo alle Gallerie dell’Accademia, si può rimanere incantati anche dallo splendido ciclo monumentale di Sant’Orsola restaurato nel 2018 con il contributo di Save Venice Inc., dove Carpaccio ha saputo unire la maestria narrativa e descrittiva alla potenza del colore.
L’intervento sui teleri della Vera Croce è stato guidato dal Direttore delle Gallerie Giulio Manieri Elia, con la direzione tecnica di Maria Chiara Maida e Cristiana Sburlino ed è stato eseguito dalla cooperativa CBC Conservazione Beni Culturali, sotto il coordinamento di Caterina Barnaba con il sostegno di Save Venice Inc.
Patrizia Lazzarin
In alto: Gentile Bellini, Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo, dopo il restauro
