THE BARICCO BOOK. Il catalogo di una mostra che non esiste.

Perché realizzare il catalogo di una mostra che non esiste nel mondo reale? Da subito il volume The Baricco Book, edito di recente dalla casa editrice Electa, ci appare intrigante e cerchiamo al suo interno le immagini che con immediatezza possano spiegarne le ragioni. Stupore e immaginazione ci suscitano le frasi, i testi e le cose che vediamo, sfogliando e leggendo le pagine.

A cominciare dall’inizio e per finire con i versi che Alessandro Baricco, performer, divulgatore, musicologo, regista e fondatore della Scuola Holden, ricava dall’ultima strofa della decima fra le Elegie Duinesi di Rainer Maria Rilke.

Baricco la coglie per farla diventare l’epigrafe del suo romanzo d’esordio: Castelli di rabbia del 1991.

E noi, che pensiamo alla felicità come a qualcosa che sale, sentiremmo l’emozione che quasi ci sgomenta, di quando una cosa felice cade.

Sono i suoni che si propagano nello spazio che indicano una circolarità, propri una narrazione o meglio ancora di una letteratura che intende muoversi con differenti finalità. Alessandro Baricco, si legge nel libro, risulta essere, in uno database Unesco che tiene traccia delle traduzioni di libri in tutto il mondo, fra i primi dieci autori italiani di tutti i tempi tradotti all’estero.

Lo scrittore mostra un pensiero indipendente e non ama un sapere che, come racchiuso in un tempio, sia isolato dalla varietà del reale, ma al contrario ne tocchi non solo la profondità, ma anche la superficie. Il suo è un pensiero libero, che ci appare nomade mentre cambia i parametri di interpretazione e comprensione anche di ciò che è noto, come quando decide di rileggere l’Iliade, tralasciando gli Dei.

Come? Alessandro Baricco rispose nel marzo del 2006 su Repubblica, agli articoli firmati da due critici di fama e autorità come Pietro Citati e Giulio Ferroni a proposito del poema omerico …

Vi fa schifo che uno adatti l’Iliade per una lettura pubblica e lo faccia in quel modo. Forse è il caso di dirlo in maniera un po’ più argomentata … e chissà che ci scappi una riflessione utile sul nostro rapporto con il passato, chissà che non vi balugini l’idea che una nuova civiltà sta arrivando, in cui l’uso del passato non avrà nulla a che fare con il vostro collezionismo raffinato e inutile.

Proprio come in una mostra il libro vuole fare luce sulle tematiche e sullo stile di un artista o di un autore. Ne recupera gli stessi cimeli.

Ritroviamo i suoi libri più famosi e le storie che da essi sono nati come film e spettacoli. Un esempio è Novecento, pubblicato nel 1994 da Feltrinelli e diventato film nel 1998, con il titolo La leggenda del pianista sull’Oceano, per la regia di Giuseppe Tornatore.

Nel libro le curiosità nascono, si dissolvono, nascono …

Si può insegnare a scrivere un libro?

Nel romanzo la Sposa Giovane del 2015 si legge: … “il mio libro lo scrivevo camminando, o sdraiato per terra, o di notte nel buio della mia insonnia … Bisogna inoltre considerare che se sei nato per farlo, scrivere è un gesto che coincide con la memoria: quel che scrivi, te lo ricordi.”

Autrice, o meglio curatrice di questo catalogo di una mostra che non c’è, è Annalisa Ambrosio, direttrice di Academy, corso di laurea triennale della Scuola Holden, curatrice di due antologie scolastiche e autrice di tre saggi.

Assieme a lei, il romanziere e saggista: Paolo di Paolo che ha scritto il libro finalista al premio Strega 2024: Romanzo senza Umani.

Essi ci accompagnano dentro la narrazione di Baricco per mostrarne quali sono le peculiarità, in cui  vita, romanzo e letteratura si incrociano e si scambiano contenuti e parole.

Ci sono poi le cose che definiscono gli spazi.  Sono le immagini delle sedie scomode per poter meglio pensare all’interno della Scuola Holden o  la scelta dei caratteri tipografici della nuova sede  a partire dal  2013,  quando essa  si trasferì  nell’ex Arsenale Militare in Piazza Borgo Dora, un’area che prima era l’ex Caserma Cavalli, trasformando una struttura storica in un centro moderno per lo storytelling e le arti performative.

                                                                 Patrizia Lazzarin