IL CORPO TRA FISICITÀ E SPIRITUALITÀ.

LA PRIMA NAZIONALE DELLA COMPAGNIA MARIE CHOUINARD A VICENZA

Braccia uguali a rami che si protendono verso il cielo, busti come tronchi sottili che si flettono, arcuandosi, mentre le estremità si ramificano sulla terra, in tutto simili a quelle piante ondeggianti, note come gli alberi che camminano, Socratea exorrihiza che crescono nelle foreste pluviali del Centro e Sud America.

Sul palco del Teatro Comunale Città di Vicenza, ieri sera, la Compagnie Marie Chouinard, l’ensemble internazionale che porta il nome dell’artista canadese, già Direttore del Settore Danza alla Biennale di Venezia, ha portato in scena un raffinato dittico formato da due importanti coreografie: Le Sacre du Printemps e Magnificat.

Rappresentato al Théatre de la Ville di Parigi, Magnificat, in prima nazionale al Comunale di Vicenza, ha inaugurato nella città veneta la nuova edizione di arte coreutica: Architetture del presente che ha la direzione artistica di Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.

I corpi dei ballerini hanno parlato di libertà, quella capacità simile al volo, in grado di portare i nostri corpi in luoghi e tempi sempre diversi.

Un tempo ritmato che cadenzava il divenire. Passi di danza disegnavano coreografie dove “l’uno” si legava “all’altro”, in un susseguirsi di movimenti che mostravano la tensione dell’uomo verso una spiritualità che coglie il sacro all’interno della Natura.

Magnificat, Compagnie Marie Chouinard

Quadri di luci: colori azzurri, rosa, viola …Un arcobaleno variopinto creava lo sfondo di quella che appariva essere una nascita …, un’origine …  e poi un  lento ondeggiare della materia verso lo spirito.

Magnificat si ispira alla composizione omonima del musicista Johann Sebastian Bach, che era cantata in latino in onore delle grandi festività.  Il brano ha un carattere gioioso che i danzatori hanno interpretato restituendo al pubblico un senso di sacralità percepibile nella stessa forza e armonia del corpo umano, spartito materiale di una musica dell’interiorità.

La seconda parte dello spettacolo: Le Sacre du Printemps, La sagra della primavera, presentata dalla coreografa canadese Marie Chouinard per la prima volta nel 1993 si basa sull’opera scritta fra il 1911 e il 1913 dal  compositore russo Stravinskij. Quest’ultima segnò allora, una svolta fondamentale nella storia del teatro musicale e fece scandalo anche per l’argomento stesso, basato sul sacrificio di una giovane all’arrivo della primavera.

E il balletto della Compagnia di Marie Chouinard costruito da numerosi assoli ricorda una storia simile: la lotta del Minotauro con Teseo, che nella tradizione rappresenta il contrasto tra la ferinità e la ragione. Teseo con l’aiuto di Arianna porrà fine al tributo di giovani che ogni anno Atene, dopo la sconfitta, doveva inviare a Creta per saziare il bisogno di carne umana del Minotauro.

Nel gioco di ombre e di luci del palco, gli oggetti che circondavano le teste dei ballerini hanno in alcuni momenti rammentato il possente Toro, nato dalla relazione tra Pasifae, la moglie del re di Creta e il bell’animale emerso dalle onde del mare di cui si era innamorata per castigo del dio che,  aveva punito il re per la sua disobbedienza.

In Museum, Compagnie Marie Chouinard

Una forza primordiale si levava dai movimenti dei ballerini. Essa pareva uscire dal Caos e descrivere l’uomo che cerca di alzarsi provando la potenza dei suoi muscoli e mettendosi in piedi. Immagini che ci riportavano agli antichi graffiti delle caverne preistoriche dove si raccontava la difficoltà quotidiana della sopravvivenza.

Oggi, nello spettacolo In Museum alle ore 17.00 a Palazzo Chiericati, i danzatori della   Compagnie Marie Chouinard si faranno invece ispirare dai desideri e dalle speranze degli ospiti per esprimersi in danze libere che vogliono evocare la forza perché questi desideri possano diventare realtà. Il progetto artistico nasce dalle parole che la profetessa di Delfi pronunciava nei suoi oracoli: “conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli dei”.

Danza in Rete Festival, quest’anno alla sua nona edizione, è stata riconosciuta dal Ministero della Cultura fin dal suo primo debutto.

                                                          Patrizia Lazzarin