
| Paris Internationale da domani fino al 21 aprile sarà per la prima volta fuori dalla Francia, scegliendo Milano come primo contesto internazionale per la propria espansione. Ospitata a Palazzo Galbani, nel cuore della città, a pochi passi dal Pirellone e inserita nei calendari della Milano Art Week e della Milano Design Week, la prima edizione milanese della fiera riunisce 37 gallerie e spazi indipendenti internazionali, confermando come Paris Internationale sia una manifestazione indipendente, dalla forte vocazione alla ricerca e alla sperimentazione, capace di mettere in dialogo pratiche emergenti e ricerche consolidate. Gratuita fin dalla sua nascita, anche a Milano la fiera continua a essere accessibile a tutti. Sviluppata attraverso una rete di partnership istituzionali, editoriali e indipendenti e con un Public Program concepito come piattaforma autonoma di produzione critica, Paris Internationale Milano punta per il suo debutto italiano a una forte integrazione con il contesto culturale della città. Grazie a collaborazioni come quelle con Fondazione Nicola Trussardi – Special Public Program Partner e con Fondation Cartier, Fondazione Elpis, Il Giornale dell’Arte, Lenz e Park e Paris Internationale Milano contribuisce a costruire un programma diffuso e multi-voce che attraversa la fiera e ne ridefinisce il formato. Le gallerie Tra le gallerie già parte della comunità di Paris Internationale: Ciaccia Levi (Parigi/Milano), Crèvecœur (Parigi), Deborah Schamoni (Monaco), Gregor Staiger (Zurigo/Milano), Stereo (Varsavia), Veda (Milano). Accanto a queste, nuove partecipazioni tra cui Emanuela Campoli (Parigi/Milano), Jocelyn Wolff (Parigi), kaufmann repetto (Milano/New York), Luisa Delle Piane (Milano), Sylvia Kouvali (Londra/Pireo). Fedele al proprio approccio curatoriale, la fiera privilegia presentazioni monografiche o a due voci, concepite come veri e propri progetti espositivi. Questo formato incoraggia una fruizione più lenta e attenta, permettendo alle opere di articolarsi in relazione tra loro e con lo spazio. Elemento centrale di questa prima edizione milanese è il Public Program, concepito come estensione organica della fiera e non come programma collaterale. Strutturato come una piattaforma aperta, il programma si sviluppa attraverso conversazioni, talk, performance, publishing e formati ibridi, attivati da partner invitati e voci provenienti dall’ecosistema artistico milanese e internazionale. Torna uno degli elementi identitari della fiera, le Daily Dérives, visite guidate quotidiane affidate a curatori, artisti, direttori di istituzioni e collezionisti, che attraversano la fiera secondo una logica situazionista: non una lettura accademica e interpretazioni codificate, ma un’esperienza soggettiva, aperta e immersiva. Accanto a questo, il bookshop, sviluppato con Commerce, introduce un ritmo alternativo rispetto all’immediatezza della fiera: uno spazio di sosta, lettura e approfondimento, attivato da presentazioni editoriali, firmacopie e incontri informali con artisti, autori ed editori. Fulcro del Public Program è la collaborazione con la Fondazione Nicola Trussardi che con Aperto Italia, ideato da Massimiliano Gioni, trasforma la fiera per un’intera giornata – sabato 18 aprile – in uno spazio autonomo di riflessione critica sullo stato dell’arte contemporanea italiana. In risposta all’assenza di artisti italiani alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, interpretata come segnale di una fragilità del sistema artistico italiano più che degli artisti stessi, la Fondazione Nicola Trussardi riattiva la memoria di Aperto, storica sezione della Biennale di Venezia dedicata alle nuove generazioni. Con Aperto Italia offre così uno spazio di riflessione sul presente e sulla condizione dell’arte contemporanea italiana, un luogo aperto al confronto e all’ascolto. Ad essere invitati non solo a presentare il proprio lavoro, ma anche a interrogare le condizioni della produzione artistica in Italia, riflettendo sulle strutture istituzionali, economiche e critiche, sono: Yuri Ancarani, Simone Berti, Carlo Benvenuto, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Sara Enrico, Chiara Enzo, Linda Fregni Nagler, Elisa Giardina Papa, Iva Lulashi, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Daniele Milvio, Margherita Moscardini, Adrian Paci, Diego Perrone, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco, Grazia Varisco. A moderare le conversazioni: Massimiliano Gioni, direttore artistico, Fondazione Nicola Trussardi, Milano; Nicolas Ballario, giornalista e curatore indipendente; Lucrezia Calabrò Visconti, curatrice capo, Istituto Svizzero (Roma, Milano, Palermo); Gianfranco Maraniello, Direttore, Museo del Novecento, Milano; Marta Papini, curatrice indipendente; Roberta Tenconi, Curatrice, Pirelli HangarBicocca, Milano. Paris Internationale Milano ha sede negli spazi di Palazzo Galbani, edificio modernista costruito tra il 1956 e il 1959 su progetto dei fratelli Eugenio ed Ermenegildo Soncini – importanti protagonisti del dopoguerra milanese – con ingegneria strutturale di Pier Luigi Nervi. L’edificio è oggi oggetto di un intervento di recupero orientato alla conservazione curato dallo studio milanese Park. Patrizia Lazzarin |
