
La mostra Amici, Nemici, Letti e Mariti, la prima personale a Milano negli spazi della galleria Gió Marconi di Patrizio di Massimo, artista di fama internazionale, nato a Jesi e residente a Londra. avviene in un momento specifico del suo percorso ed è il risultato di un processo di lavoro durato un anno. Durante tale gestazione dilatata, di Massimo ha lavorato a più riprese alle opere nel suo studio londinese, uno spazio capace di influenzare la pratica stessa e in cui praticare l’ascolto dei propri pensieri attraverso una compatta solitudine costellata da intuizioni introspettive.
Pittore autodidatta e profondo conoscitore dei grandi maestri del passato, di Massimo fonde nella sua pratica iconografia classica e cultura visuale contemporanea, riesaminando passato e presente attraverso la propria sensibilità e il proprio sistema affettivo. La sua pittura si concentra su soggetti dalle sembianze di persone a lui care e spesso provenienti dal mondo dell’arte, come artisti, collezionisti o curatori. Essi gli permettono di identificarsi di volta in volta in ruoli e personaggi diversi, indagando la storia dell’arte e i temi contemporanei relativi all’identità, all’auto-determinazione e alla mascolinità.

Stelle
L’urgenza dell’artista appare guidata dalle medesime istanze che ne hanno caratterizzato il percorso sin dagli esordi all’Accademia di Brera di Milano: la necessità di interrogare sé stesso e la propria identità, il mondo circostante e le relazioni che intessiamo. Costruendo una ricerca tanto artistica quanto spirituale, di Massimo ci offre un accesso alla propria vita mediata da un’essenza visionaria. In questo processo egli si spoglia per poi indossarle nuovamente a suo piacimento, delle convenzioni che guidano la vita di un corpo maschile all’interno della cornice del quadro.
Amici, Nemici, Letti e Mariti (Friends, Foes, Beds and Beaus) condensa tutti i temi più urgenti della pratica di Patrizio di Massimo – l’identità, la domesticità quotidiana, la mascolinità, l’introspezione umana in generale – e si sviluppa secondo cinque capitoli articolati attraverso stanze diverse: un’impostazione espositiva sperimentata in precedenza in occasione della mostra “Antologia”, presso la Pinacoteca di Jesi nel 2023 e applicata anche all’ambito editoriale nel suo ultimo libro “Patrizio di Massimo. Antologia / Anthology (2013–2023)” pubblicato da Quodlibet.

The Eye
La mostra visibile dal 31 gennaio all’otto marzo, racconta un percorso di maturazione e sperimentazione artistico e personale, restituendo il processo analitico e quotidiano compiuto dall’artista nel guardare sé stesso e il mondo attraverso la propria pratica pittorica. Per Patrizio di Massimo l’arte diventa strumento di accettazione, di comprensione, non medicina ma pratica curativa per rimanere presenti a sé stessi nello scorrere della vita. Ogni quadro offre sistemi di letture per indagare le emozioni, processi possibili solo quando si è vivi. Quest’ultime rappresentano dunque le prime preziose testimonianze dell’esistenza.
Patrizia Lazzarin
