FAVOLE … ARIANNA PORCELLI SAFONOV

Favole omeopatiche per adulti, lo spettacolo sulle scene ieri sera al Teatro Comunale Città di Vicenza, di Arianna Porcelli Safonov, dal titolo Omeophonie. Protagonisti non come nella tradizione classica di questo genere letterario gli animali, ma gli uomini. Uno sguardo sulla contemporaneità, su una società complessa dove gli individui inseguono l’approvazione degli altri e non la conoscenza di sé.

L’accompagnamento con la musica jazz suonata dal vivo da Michele Staino e Renato Cantini ha reso più efficaci le dissonanze esistenti nella vita dei protagonisti descritti nelle otto scene che dipingevano a tinte fosche i rischi di una società che si contorce nel suo malessere.

Omeopatiche, potrebbero essere cure omeopatiche queste favole, ossia piccole dosi di sostanze non dolci, non buone, quelle che l’attrice “somministra” per curare cattive educazioni, modi di vivere o, forse semplicemente per mostrarci uno specchio dove guardarci e capire quanto di quei comportamenti sono nostri o fortunatamente appartengono ad altri.

Noi e gli altri … un circuito elettrico che spesso manifesta   sovraccarichi e manda in tilt l’intero sistema “umano” perché non ci sono salvavita che scattano e si propaga allora odore di bruciato tutto attorno. Tutto si affumica, diventa nero.

Come ha detto l’autrice Safonov: suoni omeopatici per curare lo schifo umano. Sarà ancora possibile?

Caricature dell’umano, un’umanità esplosa all’ennesima potenza per ridere un poco dei suoi limiti.

Un’analisi che attraversa generazioni di  bimbi, anziani, madri, padri …

Nessuno rimane al di fuori di questa percezione dura della contemporaneità dove le persone inseguono status symbol perché ne hanno bisogno e di essi si nutrono per riempire le loro esistenze.

Sono vite sempre di corsa, stressate, vissute inseguendo chimere non, in fondo, volute.

Otto piccole storie che disegnano caratteri quotidiani potenti e psicotici e diventano una feroce critica sui falsi miti.

Dice l’autrice: Come tanto tempo fa, quando le fiabe venivano cantate e le streghe bruciate, Omeophonie è un piccolo scrigno consegnato a chi ascolta, un forziere musicale denso di voci e di pulsioni febbricitanti, di cinismi e morali profonde che oggi suonano come ingiurie alla modernità ma che un tempo, alla fine delle fiabe insegnavano qualcosa di grande ed imperituro.
La morale torna ad insegnare facendo ridere e così si dimostra curativa.
Come le fiabe. Come il Jazz. 

                                              Patrizia Lazzarin