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AIUla: LO SPAZIO SENZA MISURA IN ARABIA SAUDITA

La quarta edizione Desert X AlUla 2026, momento clou dell’AlUla Arts Festival, la celebrazione annuale che trasforma l’antica città araba in una vetrina di arte contemporanea, design e cultura è in corso fino al 28 febbraio.

In scena lo Space Without Measure, lo Spazio senza misura che trae ispirazione dalle meditazioni di Kahlil Gibran sulla percezione e la natura sconfinata dello spirito umano.

 Installazioni su larga scala, realizzate da artisti sauditi e internazionali costruiscono un dialogo con il paesaggio, la storia e la cultura unici di AlUla. Un vivace programma di tour ed eventi invita a un coinvolgimento più profondo, consolidando l’eredità di AlUla come destinazione globale per l’arte nel paesaggio. Desert X può essere apprezzato in vari modi, anche a piedi – autoguidati oppure, comodamente in un’auto scoperta.

AIUla è una vasta oasi desertica di 22 km quadrati dove passava l’antica Via dell’Incenso che veicolava spezie e altre mercanzie dallo Yemen e dall’Oman verso nord.  Qui si trovava l’insediamento di Hegra, una millenaria città simile alla più nota Petra, in Giordania, importante capitale del Regno dei Nabatei.

In seguito ad un accordo bilaterale firmato il 10 aprile 2018 al Palazzo dell’Eliseo, l’Agenzia francese Afalula è stata fondata a Parigi nel luglio dello stesso anno per sostenere l’Arabia Saudita nello sviluppo economico, turistico e culturale di AlUla, questa regione situata nel Nord-Ovest del Regno dell’Arabia Saudita che possiede un eccezionale patrimonio naturale e culturale.

Il progetto mira a creare un museo vivente all’aperto, in una regione vasta come il Belgio, rendendo la regione di AlUla una delle capitali culturali del Regno.

In linea con la volontà delle due nazioni coinvolte: Arabia Saudita e  Francia, AlUla si avvale delle conoscenze e delle tecniche più avanzate, focalizzandosi sulla conservazione assoluta dell’ambiente, rispettandone la storia e caratterizzandosi per l’inclusività delle abitudini e delle tradizioni delle popolazioni locali.

                                                                                   Patrizia Lazzarin

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