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ALLE TERME DI CARACALLA FRANK HORVAT ED IL SUO UNIVERSO FEMMINILE

Alle Terme di Caracalla sarà visibile dall’undici settembre, la mostra dedicata a “Frank Horvat” (1928-2020), un fotografo eclettico che, nel corso della sua carriera lunga più di settant’anni, ha affrontato con intensità più temi: la moda che l’avrebbe reso celebre, ma anche il reportage sociale e il viaggio, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l’arte, in una ricerca costantemente improntata alla libertà e alla delicatezza dello sguardo.

 In una delle palestre delle Terme di Caracalla verrà costruito un percorso inedito fra i migliori suoi ritratti dedicati all’universo femminile, quelli che, meglio di ogni altro soggetto, rivelano la chiave interpretativa del lavoro del fotografo.

Con un approccio personale, Horvat è infatti riuscito a scardinare i codici della fotografia di moda, liberando le modelle, con le quali instaurava un rapporto di amicizia e complicità, dalle loro pose canoniche, cogliendole per strada con una Leica e la sola luce naturale.

Frank Horvat, Vraies Semblances, Sandrine, 1983

Dal finire degli anni Cinquanta c’era anche una corrispondenza tra il mutare dell’idea di eleganza, l’ascesa del prêt-à-porter, ormai accessibile a tutte le donne della classe media e l’evoluzione del loro status: non solo attrici o ballerine, scrittrici o intellettuali ma anche tenerissime madri, donne che lavoravano, erano finalmente indipendenti e chiedevano più libertà e il diritto di essere sé stesse.

 Ciò che lo interessava era, dunque, la “donna reale”, come attestano anche le fotografie dei suoi servizi documentari realizzati in tanti Paesi del mondo, dal Pakistan all’India, dal Brasile al Senegal, dall’Egitto al Giappone.

Un focus sarà dedicato ai servizi fotografici che Horvat, invitato da Irene Brin e Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco, realizzerà proprio a Roma nei primi anni Sessanta per la rivista “Harper’s Bazaar”, in cui celebri modelle di allora sono in compagnia di personaggi della cultura e del cinema come Alberto Moravia, Luigi Barzini, Marcello Mastroianni.

Frank Horvat, Elena, Lugano, Switzerland, 1945

La figura femminile è al centro anche della seconda sezione della mostra con fotografie dalla serie Vere sembianze, presentata all’interno degli ambienti voltati del monumento, in cui Horvat gareggia con la pittura, intessendo un dialogo esteti co dinamico con i grandi ritrattisti del passato, utile a svelare però le intime verità delle donne moderne.

Straordinariamente consonante con le vestigia monumentali delle Terme sarà, infine, la sezione dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, in cui il fotografo, nei primi anni Ottanta, si è misurato con le memorabili pagine del Viaggio in Italia, scoprendo una profonda sintonia con la visione romantica dello scrittore tedesco.

Affascinato dalla cultura greca dei templi, da quella rococò come dalle tradizioni popolari, Horvat si concentra sull’inconfondibile natura dell’isola, sui suoi paesaggi, luoghi di una storia senza tempo.

Il volume, edito da Electa, segue e approfondisce le tre sezioni della mostra facendo emergere, grazie anche a una nutrita antologia di scritti del fotografo, una vera e propria dichiarazione di poetica. Aprirà il libro un sentito ricordo di Ferdinando Scianna

La mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, e con l’organizzazione di Electa, è curata dallo Studio Horvat (Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin) e Nunzio Giustozzi e resterà aperta fino al 10 gennaio 2027.

                                                                                 Patrizia Lazzarin

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