MARIE ANTOINETTE

Vezzoso a braccio, secondo istinto, ossia pouf a sentiment sono le acconciature con cui si vede spesso raffigurata nei quadri dell’epoca, Maria Antonietta, l’ultima regina dell’Ancient Regime decapitata in Place Concorde a Parigi.
Marie Coutance, in arte Marie Antoinette, nello spettacolo in scena negli scorsi giorni, a Vicenza, indossava all’occorrenza l’alta parrucca simile a quelle costruite con capelli e crini di cavallo, decorate con simboli e oggetti adatti ad ogni evento della corte di Versailles.
La regina l’aveva promossa come status symbol della moda parigina del momento, imitando su indicazione del parrucchiere, la torre emblema di potenza delle antiche dimore medievali.

Sopra la testa, quella testa che il boia farà rotolare. Ma prima …
Marie Coutance ci fa udire gli ultimi respiri della regina di origini austriache. Austriaca, un dispregiativo di cui popolo rincarava la dose chiamandola l’Autrichienne, foneticamente simile a chienne, ovvero “cagna”.
Un soprannome xenofobo.
Gli ultimi pensieri di Marie Antoinette quando chiede scusa al popolo. I fraintendimenti incorsi … Quale suono ha il respiro della fine? Un respiro, gocciolante, gorgogliante che possiede un ritmo affabulatore.
Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena era ancora una ragazzina quando si sposò. Era il 19 aprile del 1770. Era nata a Vienna il 2 novembre 1755 da Francesco I e da Maria Teresa, coloro che avevano fondato la potente dinastia degli Asburgo Lorena.
Ma chi l’avrebbe detto che sarebbe diventata regina di Francia, lei non lo pensava. Ma bisognava unire il regno di Francia e l’impero asburgico con forti legami familiari. Lei la sedicesima figlia aveva questo dovere, ma avrebbe preferito assai ad esso le scorribande nel castello di Schönbrunn, andare a cavallo ed ascoltare l’amato Mozart.
Alla reggia francese, dove arriva dopo un matrimonio per procura svoltosi a Vienna, vige una ferrea etichetta a cui non si adatta.
Ogni ora era scandita da un impegno sempre uguale tutti i giorni. Costretta ora ad andare, mettendo alla berlina le sue passioni, sull’asino invece che sugli adorati cavalli per garantire la sua incolumità. La madre del futuro re di Francia.
Chi era Marie Antoinette, quella straniera che sperperava i soldi del popolo? Su di lei le cattive lingue hanno soffiato senza smettere mai.
W la rivoluzione. Maria Antonietta come ci viene raccontata da Coutance, non mette in discussione la volontà del popolo mentre si accinge a congedarsi dalla vita.
L’attrice le fa attraversare le stagioni della sua vita a partire da quando con i denti storti e un’apparenza scialba si trasforma per divenire la nuova delfina e poi regina.
Una regina che preferiva il palazzo di Trianon che fa diventare quasi un borgo, alla grande Versailles.
Prima del processo e della condanna, fu rinchiusa per 76 giorni nella Conciergerie sull’Île de la Cité, divisa dai figli, dove è possibile visitare ancora oggi la cella trasformata in cappella.

Parrucche vistose o contenute, come l’acconciatura della madre Maria Teresa d’Austria. Marie Coutance la indossa per farci conoscere meglio i protagonisti in questa Storia. Niente orpelli ed eccessi, il rigore di Maria d’Austria anche verso i figli è conosciuto, in particolare verso quella figlia a cui raccomanda nelle lettere di avere più moderazione nella sua condotta di vita.
Maria Antonietta ci appare nelle vesti anche di una giovane ragazza del nostro tempo che mette la musica a palla stordendosi con la bottiglia piena di vino.
Non è facile essere regine, non essere amate … Dove sono gli amici?
Lo spettacolo, con soggetto originale ed interpretazione di Marie Coutance e testo e regia di Marco Zoppello è una prima nazionale. È nel programma del Festival Be Popular che si conclude oggi a Vicenza.
Patrizia Lazzarin

