
Apre domani la tanto attesa mostra CARAVAGGIO 2025: un progetto delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, realizzato in collaborazione con Galleria Borghese, con il supporto della Direzione Generale Musei–Ministero della Cultura e con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo.
La casa editrice Marsilio Arte pubblica il catalogo.
Nelle righe successive parlano dell’esposizione i curatori Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement Salomon, il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna e Thomas Clement Salomon, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica.
“L’arte di Caravaggio attraversa il tempo, emergendo in filigrana nella pittura di grandi maestri come David e Picasso, fino alla riscoperta pubblica con la mostra milanese del 1951. Nelle sale di Palazzo Barberini, centro irradiante della cultura seicentesca, tornano per la prima volta alcune sue opere un tempo esposte nella collezione principesca, insieme al altre, eccezionalmente concesse in prestito, con nuove attribuzioni che arricchiscono il catalogo del pittore lombardo.
La mostra è frutto di una sapiente politica di diplomazia culturale che ha coinvolto collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, grazie al lavoro eccezionale dei curatori ed alla sinergia dei musei italiani che dimostrano, ancora una volta, di saper fare rete per valorizzare e promuovere il nostro straordinario patrimonio.

La cattura di Cristo
La mostra racconta al pubblico, nell’anno del Giubileo, la pittura del genio lombardo negli snodi significativi della sua breve vita fra Milano, Roma, Napoli, Malta e la Sicilia, un peregrinaggio che seminò sul suo percorso le tracce germinali della modernità. Grazie ai 24 capolavori esposti, cui si affianca la possibilità di visitare il Casino dell’Aurora dove campeggia l’unico dipinto murale eseguito dall’artista, la mostra Caravaggio 2025 è un viaggio imperdibile nell’arte rivoluzionaria del maestro”.
Direttore Generale Musei, Massimo Osanna.
“Ventiquattro capolavori di Caravaggio, anzi venticinque perché sarà possibile ammirare anche il suo unico dipinto murale nel Casino Ludovisi, nell’anno del Giubileo e a quattrocento anni dall’acquisto di Palazzo Barberini da parte della famiglia pontificia. L’Ecce Homo riscoperto torna in Italia dopo secoli, Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini ritrovato e la Conversione di Saulo Odescalchi, custoditi in collezioni private, sono esposti eccezionalmente al pubblico.
Tornano a Palazzo Barberini i capolavori appartenuti alle collezioni della famiglia quali I Musici del Metropolitan, I Bari oggi in Texas e soprattutto la Santa Caterina oggi a Madrid che splendeva nella reggia barocca per poi entrare nelle collezioni Thyssen-Bornemisza negli anni Trenta del Novecento, un dipinto che si sognava di rivedere qui, concesso in prestito per la prima volta dopo decenni. Sono rare le mostre dedicate ai titani della storia dell’arte che possono vantare ben due dipinti da poco riscoperti ed esposti per la prima volta all’interno di un cospicuo numero di opere autografe. Artista centrale della cultura figurativa europea la cui rivoluzione pittorica e la cui travolgente umanità hanno assunto i caratteri del mito, Caravaggio, con la sua cruda realtà, le luci drammatiche, una profondità emotiva senza pari, attraverso l’azione ha saputo raccontare l’animo dell’uomo nelle sue sfaccettature più profonde, dall’innocenza alla violenza, dalla speranza alla disperazione.
Thomas Clement Salomon, Direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica

La buona ventura
“Come si può ancora presentare in maniera originale Caravaggio nel 2025? Con una mostra come questa, che grazie a prestiti inimmaginabili ci consegna, dagli esordi all’ultimo quadro, l’opera di Caravaggio che si arricchisce di tasselli importantissimi, come il Ritratto di Maffeo Barberini e l’Ecce homo riscoperto a Madrid. Sono opere che certamente ci hanno aiutato di disegnare il percorso, al di là della loro eccezionalità, perché appartengono a momenti di svolta della vita del pittore. Con il Maffeo si affronta, per la prima volta davanti a un capolavoro, il tema di Caravaggio e il ritratto intorno al 1598, quindi alle soglie della cappella Contarelli; l’Ecce homo sarà fondamentale in questa mostra per mettere a fuoco gli anni napoletani.
Ma soffermiamoci per un momento sulla fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo: c’è del materiale incredibile nella mostra per farlo: la Conversione di Saulo Odescalchi, nella quale si vede la tavolozza ricca direi quasi lussureggiante di un pittore che, quando già ha dato una svolta notevole al suo uso del chiaro scuro nella cappella Contarelli, si concede ancora di attingere al repertorio lombardo: gialli e rossi accesi nelle vesti di Saulo a terra, un blu ricco e profondo, insieme al violetto, per le vesti di Gesù. E strisce di luce, dorate e verdi, nel paesaggio retrostante. Anche la Santa Caterina è un trionfo di colori spessi e senza risparmio ancora blu e oro per l’abito, e un cuscino rosa acceso per la spada…I prestiti dalla Galleria Borghese sono i perni della cronologia nel resto di questo percorso: il Bacchino malato per gli esordi, il Davide con la testa di Golia per rilanciare la discussione sui soggiorni napoletani e il San Giovanni Battista del 1610, straordinario compagno della Sant’Orsola nella fase più tarda dell’attività del pittore”.
Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese e curatrice della mostra.
“Caravaggio 2025 ha un carattere eccezionale nella storia delle esposizioni caravaggesche innanzitutto perché offre la possibilità di ammirare tre capolavori del maestro in collezione privata, e dunque normalmente di difficilissimo accesso: la spettacolare tavola con la Conversione di Saulo, il Ritratto di Maffeo Barberini e l’Ecce Homo da pochissimo riscoperto a Madrid.
Aperta al pubblico per tutta la durata della mostra sarà inoltre un’altra perla rarissima: il bellissimo murale con Giove, Nettuno e Plutone nel casino Ludovisi. In mostra è inoltre possibile seguire tutti gli snodi della carriera dell’artista: il cambiamento umano e stilistico sorprende sostanzialmente ad ogni quadro, con momenti altissimi offerti dall’accostamento di opere che nacquero probabilmente a distanza di giorni o settimane nello studio del maestro, e da allora non si sono mai più viste insieme.
E’ il caso ad esempio della Santa Caterina Thyssen, della Giuditta della Galleria Barberini e della Marta e Maddalena di Detroit dove la stessa modella veste i panni di diverse sante ed eroine, documentando mirabilmente il processo creativo del pittore. L’Ecce Homo ritrovato brilla qui per la prima volta in mezzo alle altre opere di Caravaggio, in particolare quelle del primo e secondo soggiorno napoletano, svelando ancora una volta la sostanza della poetica del maestro: vero e umano”.
Maria Cristina Terzaghi, curatrice della mostra
Patrizia Lazzarin
Periodo 7 marzo – 6 luglio 2025
Orari di apertura
Domenica-Giovedì: 9:00–20:00 Venerdì-Sabato: 9:00–22:00
Il lunedì la mostra è aperta solo per il pubblico organizzato
Biglietti Intero: €18,00 Ridotto (18–25 anni): €15,00 Convenzioni: €12,00 Integrato Museo: €25,00 Integrato Museo ridotto 18–25 anni:€17,00 Gratuito: Under 18
