AL MARE, IL LIBRO DI DÖRTE HANSEN, VINCITORE DEL PREMIO DEL MARE PIERO OTTONE

Perché ci attrae così irresistibilmente il mare? Brilla al sole come una superficie che diventa lieve sulla nostra pelle mentre affondiamo in essa come pesci che cercano il loro ambiente ancestrale.  I velisti ne solcano le onde, spinti dal vento e dai flutti, in una lotta animata che sfida il corpo liquido.

Se ragioniamo come gli esperti del mare, oceanografi, biologi marini, marittimi o skipper, la sua forza la misuriamo utilizzando la scala Douglas che classifica il moto ondoso in base all’altezza delle onde, ovvero la media delle onde più alte. Mare forza 0, ossia mare calmo, mare forza 9, tempestoso, con onde che possono superare i 14 metri di altezza.

Già leggendo la prima pagina del romanzo “Al Mare”, pubblicato da Fazi Editore, della scrittrice Dörte Hansen che ha vinto quest’anno il premio del Mare Piero Ottone per la narrativa straniera, conosciamo un ambiente marino molto differente a quello che associamo nella nostra immaginazione di vacanzieri estivi.

Siamo nel Mare del Nord, un luogo che nel tempo ha affascinato sempre più turisti, ma tuttavia molto freddo, dove nelle sue profondità non si trovano abbastanza pesci per nutrire giovani balene che perdono la rotta e finiscono per questa ragione spiaggiate sulla terraferma.

 

L’autrice Dörte Hansen ci conduce dentro un’isola che: “si trova da qualche parte nello Jutland, Frisia o nella Zelanda, in quel mare del Nord dove abitavano marinai che solcavano l’Artide a caccia di balene”. Nell’isola, ora popolata dai loro discendenti, molto diversi dai loro progenitori per i quali il destino di un uomo si legava al mare e alle sue condizioni, continuano a resistere le ataviche paure.

Onde alte come muri, cetacei che attaccano le navi, tempeste che cambiano i destini delle famiglie, rimaste prive di figli e di mariti, si concretizzano ancora nel vissuto di alcuni dei suoi abitanti.  La famiglia Sander, una delle più antiche dell’isola possiede un’abitazione cinta da una recinzione formata da ossi di balena e con il tetto ricoperto di giunchi, meta di turisti che la fotografano come il faro, le dune … la casa museo.

Ma dentro racconti che gettano le loro radici nel passato, l’isola ha finito per perdere la propria autenticità con l’arrivo di tanti turisti non solo d’estate, ma in ogni stagione dell’anno. E come le mareggiate di forti tempeste rosicchiano il porto, così i nuovi arrivati acquistando terreni per farne case e alberghi, riducono lo spazio vitale per chi la abita.

I protagonisti di questo romanzo hanno ognuno una propria unicità che ne mostra tuttavia le fragilità. I tre figli della signora Hanne Sander: Rickmer, Henrik ed Eske sono cresciuti solo con la madre. Il marito all’inizio sempre su una nave, in seguito, tornato a casa, si era trasferito a vivere in un capanno sulla spiaggia occupandosi di uccelli. Il primo figlio, Rickmer capitano, poi declassato, spesso ubriaco, il secondo Henrik, artista che crea con i resti restituiti dal mare ed Eske, metallara che lavora in una casa di riposo, ci fanno riflettere sugli strappi prodotti sulla psiche da una modernità priva di rispetto per la Natura e per la singolarità di ogni essere umano.

Il versetto del Salmo 139 della Bibbia, pronunciato dal pastore dell’isola Matthias Lehmann … “Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare”, mostra una gigantografia di quello che rappresenta il Mare per gli abitanti dell’isola. Il mare e i lembi di terra che l’uomo abita. Quale significato … quale mistero … buono o cattivo … il  mare …  Ci sono tante sfaccettature nel nostro modo di guardare e pensare ad esso.

Scrive l’autrice: “Le isole attirano persone che hanno ferite, piaghe sulla pelle e sull’anima. Gente che non respira più tanto bene o che ha perso la fede, che è stata lasciata o ha lasciato qualcuno. E allora si aspettano che il mare aggiusti le cose, e il vento soffi finché il dolore non passa”.

La scrittrice è nata in un paese vicino a Husum, nella Frisia settentrionale e ha studiato diverse lingue, tra cui il gaelico, il finlandese e il basco. Ha   conseguito anche un dottorato in Linguistica. Al mare è il suo terzo romanzo che ha avuto un successo da 450.000 copie venendo accolto in patria con grande entusiasmo da pubblico e critica.

                                                                     Patrizia Lazzarin