
Il Kunsthistorisches Museum di Vienna dal 30 settembre fino al 22 febbraio del prossimo anno dedicherà una grande mostra all’artista barocca fiamminga Michaelina Wautier (1613/18-1689), una delle più interessanti riscoperte nel mondo dell’arte degli ultimi decenni. In essa saranno esposte per la prima volta quasi tutte le sue opere superstiti.
In un’epoca in cui le poche donne artiste si occupavano prevalentemente di nature morte o di pittura di genere, la pittrice di Mons si cimentò anche in un’elegante pittura di soggetti storici. Degno di nota il suo imponente “Baccanale” che a lungo si pensò opera di un uomo.
Per molto tempo, il suo Trionfo di Bacco non è stato riconosciuto come opera di una pittrice, perché si riteneva impossibile che una donna potesse aver creato un dipinto storico monumentale.
Le pittrici si limitavano generalmente al genere della natura morta o del ritratto.

Baccanale
“Tuttavia, anche nella nostra epoca di emancipazione femminile, difficilmente si vorrebbe attribuire questo dipinto, che mostra una concezione molto potente, quasi rozza, a una mano femminile.”
Si esprimeva così Gustav Glück, primo storico dell’arte a ricoprire la carica di curatore della Gemäldegalerie nel 1903.
Originali, cariche di umorismo e un notevole coraggio, per l’epoca, attraverso le numerose rappresentazioni di nudi maschili, le sue opere incantano.
Eppure di questa pittrice che ad oggi continua ad essere un personaggio enigmatico, non si conosce esattamente quando sia nata o dove sia stata educata. Probabilmente a farle da maestro fu il fratello Charles, anche lui pittore.
Un grande collezionista d’arte suo contemporaneo, l’arciduca d’Austria Leopoldo Guglielmo, acquistò alcuni suoi lavori, ed è grazie a questa passione dell’arciduca per l’arte che il Kunsthistorisches Museum di Vienna oggi possiede la più grande collezione di opere di Wautier, tra le quali il capolavoro, il “Baccanale”.
Nell’opera: Due ragazze come Sant’Agnese e Santa Dorotea realizzato intorno al 1655, ci troviamo davanti a un cosiddetto “ritratto storico”, un ibrido tra ritratto e pittura storica, in questo caso religiosa. Due ragazze posano come giovani sante, le martiri Agnese e Dorotea.
Michaelina Wautier ha combinato i bei volti delicatamente dipinti con il disegno spesso delle pieghe delle loro vesti. Una sottile tristezza avvolge le ragazze come se sapessero già che la morte le attende a causa della loro fede. Questo contrasta con i colori caldi – il giallo ocra e il rosa antico sono tra i “colori preferiti” della pittrice – e con la potenza pittorica della raffigurazione.

Autoritratto
La mostra al Kunsthistorisches farà emergere la straordinaria maestria della Wautier e la qualità artistica dei suoi dipinti, in grado di rivaleggiare con quelli di contemporanei come Peter Paul Rubens o Antoon van Dyck.
La ghirlanda di fiori di Michaelina Wautier riflette il forte interesse per fiori e piante dell’ambiente borghese e di corte.

Il dipinto fu realizzato in un’epoca in cui la progettazione di giardini e la coltivazione di fiori stavano diventando una tendenza importante che il governatore, l’arciduca Leopoldo Guglielmo, alimentò ulteriormente.
La ghirlanda pende dagli angoli superiori ed è fissata a due bucrani: teschi di bovini. Questo motivo è nuovo e trae origine dall’antica scultura romana. Lo splendore floreale colorato si combina così con l’idea di vanitas e caducità. È qui che si rivelano la creatività e la cultura di Wautier. È la prima artista nota nel Nord Europa a fare riferimento all’antichità nella pittura floreale.
Patrizia Lazzarin
