
Una grande mostra che racconta visivamente le tappe fondamentali dello sviluppo della GRAFICA GIAPPONESE in un viaggio che dal periodo Edo (1603-1868) conduce fino ai nostri giorni.
Il progetto dell’esposizione, a cura di Rossella Menegazzo con Eleonora Lanza, nasce da un’esigenza critica coniugata alla curiosità culturale di indagare le ragioni del suo successo globale.
In un viaggio attraverso le epoche, Graphic Japan. Da Hokusai al Manga ne rivela i temi e gli artisti più rilevanti.
Per comprendere gli esiti più recenti della grafica giapponese occorre guardare alle innovazioni introdotte dalle stampe ukiyoe, tra il XVII e il XIX secolo (periodo Edo), attraverso le quali si afferma una nuova visione estetica, legata alla rappresentazione dei piaceri del vivere quotidiano, delle mode, della natura e degli animali.
Accanto ai temi naturalistici, espressi da Utagawa Hiroshige e Katsushika Hokusai, gli artisti dedicano grande attenzione alla figura umana e alla vita quotidiana, come nelle raffinate immagini femminili di Kitagawa Utamaro e Kitagawa Tsukimaro.

Con la fine del periodo Edo e l’inizio dell’era Meiji (1868-1912) – che storicamente corrisponde alla caduta del sistema feudale e alla presa di potere da parte dell’imperatore – si assiste a un cambiamento radicale nella produzione artistica e grafica giapponese, anche su impulso dei modelli europei importati. In un contesto di generale rinnovamento scientifico, industriale ed espressivo, anche l’arte dell’illustrazione (zuan) si trasforma in grafica al servizio dell’industria, mentre l’artista diventa zuanka, ovvero designer.
È con il XX secolo che la grafica giapponese contemporanea si rinnova con audacia, in termini tecnici ed espressivi. Dagli anni Cinquanta, mentre vengono importati dagli Stati Uniti materiali e colori, si afferma una nuova identità visiva attraverso l’opera del maestro Kamekura Yūsaku (1915-1997), considerato il padre della grafica giapponese e primo graphic designer moderno.
Insieme a Kamekura, si forma una nuova generazione di graphic designer: Kōno Takashi, Ōhashi Tadashi, Yamashiro Ryūichi, ai quali seguono altri nomi importanti – Nagai Kazumasa, Tanaka Ikkō, Matsunaga Shin, Yokoo Tadanori.

Negli anni Settanta e Ottanta, l’evoluzione del linguaggio grafico è influenzata dalla fotografia prima e dal computer poi. Gli artisti sono interessati alle nuove tecniche di stampa digitale, che permettono di ottenere effetti innovativi, come rilievi, opacità, immagini completamente costruite, pur mantenendo fede alla tradizione, nella scelta di colori, luce, forme e soggetti.
Il percorso espositivo si articola in quattro grandi sezioni tematiche: Motivi di Natura, Volti e Maschere, Calligrafia e tipografia e Giapponismo contemporaneo con oltre 250 opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine per tessuti (katagami), accanto a oggetti d’alto artigianato, offrendo una narrazione stratificata dell’evoluzione della grafica giapponese che incrocia le arti, dalla calligrafia alla tipografia, dal disegno al design, dalle arti applicate ai prodotti di alto artigianato fino alla moda, al cinema, al teatro e al fumetto.
Giapponismo contemporaneo esplora la trasposizione dei codici tradizionali nella cultura visiva globale. Il manga, l’anime, il design editoriale, la pubblicità, il fashion design sono tutti ambiti in cui il Giappone ha saputo esprimere una sintesi originale fra memoria visiva e innovazione.
Le opere esposte mostrano come la cultura giapponese abbia saputo integrare le proprie radici in un linguaggio globale, riconoscibile e insieme adattabile e quanto abbia saputo influenzare la grafica e la cartellonistica italiana di inizio Novecento di Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich e altri, in un momento in cui gli scambi artistici e le influenze estetiche tra i due paesi fiorivano grazie alle esposizioni internazionali.

Il progetto della rassegna è un’idea di Mondo Mostre ed è realizzato in collaborazione con il Museo Civico Archeologico del Comune di Bologna. La mostra apre il 20 novembre e rimarrà visibile fino al 6 aprile 2026.
Sarà accompagnata da un catalogo edito da Moebius.
Patrizia Lazzarin
