
Si è tenuto al Polo Santa Marta dell’Università degli Studi di Veronail convegno scientifico nazionale di MetodoContemporaneo, il primo osservatorio permanente in Italia dedicato al dialogo tra arti contemporanee e paesaggio vitivinicolo, nato dalla prima ricerca sul tema promossa dall’Università di Verona insieme a BAM! Strategie Culturali. Una giornata di studi aperta al mondo accademico, a curatori, imprenditori e operatori culturali, per riflettere su come la cultura del vino e le pratiche artistiche stiano contribuendo a ridisegnare l’identità dei territori.
Al centro del confronto, i risultati del progetto che, per la prima volta, ha mappato in modo sistematico le cantine italiane che intrecciano arte contemporanea, patrimonio vitivinicolo e responsabilità culturale verso il territorio.
Ne è nata una piattaforma online, Metodocontemporaneo.com, pensata come strumento dinamico di consultazione e di racconto, capace di restituire un fenomeno che coinvolge imprese, comunità e nuovi pubblici per stimolare modalità di turismo sostenibile.
Dai dati raccolti emergono decine di realtà distribuite lungo tutta la penisola, e un panorama variegato di attività che spazia dalle collezioni d’impresa ai parchi d’arte, dalle installazioni site-specific alle residenze artistiche,fino ai musei dedicati all’arte nelle sue relazioni con la storia e la cultura del vino.

Sol LeWitt, Cappella Del Barolo, 1999, Ceretto (Langhe, Barolo), Barolo (CN)
Accanto alla ricerca scientifica, MetodoContemporaneo ha attivato processi di partecipazione diretta sul territorio, come il primo evento diffuso che, il 17 e 18 ottobre 2025, ha coinvolto 14 cantine italiane in un programma di attività culturali aperte gratuitamente al pubblico. Sono emersi così nuovi profili di visitatori, attratti da un’esperienza che unisce paesaggio, arte e convivialità, e una crescente percezione delle cantine come luoghi di produzione culturale oltre che agricola.
Non è una semplice sovrapposizione tra arte e vino: è il riconoscimento di un dialogo profondo, capace di restituire una nuova idea di paesaggio.
Le voci del convegno
Il convegno di MetodoContemporaneo ha riunito le figure che hanno contribuito alla crescita del progetto. Sono intervenuti: in apertura, Monica Calcagno, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e responsabile scientifico del bando Changes CREST – PNRR; per l’Università degli Studi di Verona: Luca Bochicchio e Monica Molteni, responsabili scientifici del progetto; Costanza Vilizzi, project manager della mappatura nazionale delle realtà; Matteo Giovanelli, assistente project manager e rappresentante del gruppo di ricerca, composto anche da Carlotta Mazzoli, Cecilia Primo e Martina Turra.
Il lavoro sul campo è stato illustrato da BAM! Strategie Culturali, con Giuditta Vegro, Marta Multinu e Alice Benassi.
Dal mondo del vino, a dimostrazione delle diverse forme in cui l’arte può incidere sui territori produttivi,sono intervenuti: Vito Planeta, fondatore di Planeta Cultura e promotore del Manifesto di Noto che riconosce il vino non solo come eccellenza agricola, ma come espressione culturale, bene comune e strumento di relazione; Olimpia Eberspacher, project manager di Artisti per Frescobaldi, ha parlato di mecenatismo e committenza contemporanea; Arturo Pallanti, direttore operativo di Castello di Ama, ha sottolineato il ruolo della cantina come tramite tra il luogo e la sensibilità dell’artista; Tina Guiducci, responsabile comunicazione della cantina La Raia ha puntato l’attenzione sull’innesto armonico dell’arte nel paesaggio, nel pieno rispetto della natura e del territorio.

Daniela De Lorenzo, Sogno sottile(#1), 2023, bronzo gold, 72x37x15 cm, TenutaCastelGiocondo Frescobaldi, Montalcino (SI)
Teresa Severini, direttrice della Fondazione Lungarotti – Museo del Vino, ha portato la prospettiva della storia culturale del vino in Italia; Elda Felluga, presidente di Vigne Museum, ha raccontato il dialogo tra arte, natura e musica sperimentale nel paesaggio friulano e Daniele Capra, curatore di Officina Malanotte, ha mostrato come una residenza d’artista in cantina possa diventare un laboratorio di rafforzamento delle relazioni sociali nei territori.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della fondazione omonima, che a Guarene coltiva anche la sua passione per il vino, con la produzione privata di vino “Stellare”, ha sottolineato come l’arte, nei territori del vino, non sia semplice ornamento, ma responsabilità culturale: «Ho iniziato a collezionare arte contemporanea con l’idea di restituire, condividere, generare incontri. Oggi l’arte è uno strumento per mettere in dialogo comunità, paesaggi, cultura del cibo e del vino. Nei vigneti del Roero l’arte non si limita a decorare: apre possibilità. È un linguaggio che parla di ambiente, democrazia, inclusione, futuro. Il paesaggio non si guarda da fuori: si vive, insieme».
Patrizia Lazzarin
