ANTONIO LIGABUE. LA GRANDE MOSTRA

Da ieri il Palazzo di Città di Cagliari accoglie per la prima volta in Sardegna una grande esposizione dedicata ad Antonio Ligabue (1899–1965), il pittore visionario che ha messo a soqquadro il panorama artistico del Novecento con la forza primordiale delle sue immagini.

“Antonio Ligabue. La grande mostra” presenta 60 capolavori – tra oli e disegni – che ripercorrono l’intero percorso di un artista capace di trasformare la sua vita difficile in una straordinaria avventura pittorica.

A Cagliari viene proposto un avvincente percorso fra i temi centrali dell’universo di Antonio Ligabue: le scene di vita contadina, le carrozze, le troike, i postiglioni che rievocano la memoria delle stampe popolari e della tradizione rurale, fino ai celeberrimi autoritratti.

Antonio Ligabue, Leone con leonessa, s.d. (1932-1933), Olio su tavola di compensato, cm 50×65, Collezione privata

Figura complessa  Ligabue – definito da molti il “Van Gogh italiano” – è stato per anni un emarginato che ha trovato nella pittura la sua forma più autentica di riscatto.

Le sue opere non sono semplici rappresentazioni della realtà, ma visioni di un mondo interiore che esplode in colori accesi, pennellate vigorose e animali carichi di vita e di simboli.

Le fiere, tema ricorrente del suo immaginario, sembrano incarnare la sua stessa forza istintiva: tigri, aquile e leoni dipinti con energia quasi febbrile, in cui la natura si fa metafora dell’anima. Accanto a esse, animali domestici, cavalli, buoi e cani fedeli, osservati con uno sguardo di empatia e dolcezza, rimandano al bisogno di affetto e di appartenenza di un uomo spesso incompreso.

Antonio Ligabue, Nudo di donna, s.d. (1929- 1930), Olio su tavola di compensato, cm 25×15, Collezione privata

Ligabue dipingeva come si vive – con urgenza, con passione, con dolore e meraviglia.

La sua tecnica apparentemente istintiva, quasi primitiva, infrange le regole accademiche e invita a un’esperienza estetica più diretta, più viscerale.
Entrare in contatto con le sue opere significa confrontarsi con una verità senza filtri, con un’arte che nasce dal bisogno di esistere, di affermarsi, di raccontare la vita nella sua forma più cruda e struggente. Ogni dipinto è un racconto di sé, ma anche un frammento universale di umanità.


Il percorso espositivo con opere come Circo all’aperto(1955–1956) o Leopardo nella foresta (1956–1957), Aratura (1944–1945), Diligenza con castello (1957–1958) e Autoritratto con berretto da fantino (novembre 1962,) offre anche un’occasione di riflessione sul valore dell’arte come strumento di liberazione personale e di riconciliazione con il mondo.

Antonio Ligabue, Testa di cervo, s.d. (1953-1955), Olio su tavola di faesite, 65×55 cm., Collezione privata

Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera e della storia di un uomo tanto straordinario da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ‘70.

La mostra è organizzata dal Comune di CagliariAssessorato alla Cultura, Spettacolo e TurismoPalazzo di Città – Musei Civici, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Arthemisia.  La curatela della mostra è di Francesco Negri Francesca Villanti.

                                                                          Patrizia Lazzarin