DIO DELLA POLVERE. MARIA PIA VELADIANO

L’umanità o meglio l’essenza umana nel suo incredibile mistero di fragilità e grandezza, appare essere, ancora una volta, l’elemento chiave del nuovo romanzo della teologa e filosofa, Maria Pia Veladiano. È un qualcosa che nella sua incredibile origine divina merita di essere salvaguardato.

Non a caso la copertina del libro Dio della Polvere, edito da Guanda, mostra un angelo che reca a Maria un giglio, simbolo dell’incarnazione e metafora del sacro che viene annunciato dalla colomba che entra dalla finestra portando con sé lo Spirito Santo.

L’immagine tratta dal dipinto del pittore fiorentino Orazio Gentileschi, eseguito durante il periodo della Controriforma, ci fa entrare, in punta dei piedi, in una storia che vede sotto accusa una Chiesa che si è macchiata di colpe gravi.

Si legge nel libro:

Ma in Irlanda e in Canada e in America e qui e in Polonia e in Francia avete violentato i bambini e le bambine. I bambini come Dio che nell’Incarnazione si fa bambino, Il Bambin Gesù. Come fa a non capirlo, vescovo? Avete ucciso Dio.”

“No.”

 “Ci avete provato, eccome ci avete provato e ci provate. Tutto viene meno se violentate i bambini e le bambine.”

Il dialogo si svolge tra una fisioterapista che ha in cura anche giovani vittime di abuso e il vescovo di una diocesi.

Nel libro compare un dato che non è inventato. La percentuale del 2% di preti pedofili in Italia è contenuta in un’intervista rilasciata da Papa Francesco, il 12 giugno del 2014, al giornalista Eugenio Scalfari, per il quotidiano Repubblica.

La scrittrice si è avvalsa per l’ideazione del romanzo di informazioni contenute nella rivista Il Regno. Nell’archivio del periodico che conserva dati che risalgono fino a più di trent’anni fa, ci sono tutti i casi noti di pedofilia, le inchieste ufficiali e non, i documenti delle Conferenze episcopali e dei singoli vescovi, i report commissionati a enti indipendenti nei vari Paesi del mondo.

Verità e giustizia chiede la protagonista del romanzo perché lo vogliono anche quei bambini e quelle bambine come Luna che, per desiderare di continuare a vivere, hanno bisogno di fare chiarezza “nel e sul” mondo.

Estirpare ciò che è marcio, fare “diversamente” pulizia …

“Il vostro è un Dio della polvere. Lo avete disintegrato. Per questo fate pulire i vostri palazzi in modo ossessivo, da donne addestrate ad affogare nell’ossessione della pulizia la loro vocazione. Dio si dissolve sotto le colpe delle vostre bugie, opere, omissioni, tergiversazioni, confusioni. Non c’è salvezza. Diventa polvere, ma Lui risorge e voi restate polvere da scuotere fuori dalla finestra”.

Nel dialogo fra questa laica e un uomo della Chiesa, l’analisi della pedofilia si allarga ad osservare altre questioni che dovrebbero interessare il rinnovamento della Chiesa considerata come istituzione.

In tutto questo non viene messa in discussione la Bellezza e la Bontà di Dio.

Sicuramente vediamo un interrogarsi su quell’Amore che muove gli uomini del clero verso i fedeli. Di quale amore essi sono capaci, di quale natura è costituito?

E poi il ruolo delle donne nella Chiesa rende visibile un tema che spesso rimane in un angolo nel dibattito pubblico.

E rivolgendosi al segretario del vescovo, Chiara, la fisioterapista esclama:

“E non mi dica che servire è uno dei tanti carismi delle donne e che sono loro a volerlo. Vogliono quello che le avete educate a volere, quello che è loro permesso e che è concesso loro di immaginare. Come possono immaginarsi teologhe, predicatrici, responsabili, se non vedono fin da bambine queste figure di donne presenti nella vita comunitaria e quindi come un possibile futuro desiderabile? Se solo aveste un vago interesse alla verità del Vangelo cerchereste e trovereste modi per condividere la responsabilità del governo di questa barca che sta facendo naufragio …

Verità e giustizia  acquistano forza all’interno del romanzo della scrittrice, alla ricerca di un rinnovamento della Chiesa che potrebbe avvicinare più persone alla spiritualità.

                                                                        Patrizia Lazzarin