DENTRO LA STORIA DELLE CASERMETTE: GRANDA

La mostra GRANDA approda nel nuovo spazio espositivo delle Casermette di Forte Marghera che riunisce nei rinnovati ambienti storici tutti e 27 gli artisti delle residenze di Bevilacqua La Masa e Fondazione MUVE per nell’anno 2024–2025. 

I due edifici ottocenteschi gemelli, affacciati sulla darsena di Forte Marghera, a bordo dell’isola del Ridotto incastonata tra terra e laguna, rappresentano uno degli spazi più suggestivi del complesso fortificato da poco restaurato.  

Per la prima volta, infatti nella loro lunga vicenda storica, il pubblico potrà accedere alla Casermetta Est di Forte Marghera, parte delle note Casermette napoleoniche.

Una struttura monumentale, progettata sotto il dominio francese, protagonista di un articolato intervento di recupero conservativo realizzato dal Comune di Venezia e affidato dall’amministrazione a Fondazione Musei Civici di Venezia, che lo ha trasformato in un nuovo luogo di aggregazione e spazio dedicato alla cultura contemporanea.

L’intervento rappresenta il più recente tassello del vasto programma di riqualificazione di Forte Marghera, che negli ultimi anni ha interessato numerosi edifici storici del compendio. In particolare, le due Casermette napoleoniche, rappresentano oltre 2.500 mq di superficie complessiva che verrà destinata ad attività culturali ed espositive.

In questi spazi, nella mostra apertasi da poco, intitolata Granda, incontriamo giovani artisti che hanno saputo nelle loro immagini cogliere le tensioni del nostro tempo, caratteristiche di una società la cui evoluzione manifesta molte incognite.

Fra essi, non può lasciare indifferenti la ricerca artistica di Camilla Dalmazio che, in Corpi Lutei, Corpi Albicanti, elabora un’estetica del progesterone attraverso un video e un’installazione. Protagonista, attraverso il corpo dell’artista, il progesterone, un ormone femminile che, come molti sanno, è cruciale per il ciclo mestruale e la gravidanza, ma è anche vitale per gli esseri umani per varie ragioni.

Nei dipinti di Greta Ferretti, invece, luoghi reali e immaginari si legano per un racconto che esplora l’infinita possibilità di trasformazione dell’esperienza e della memoria. Cattedrale appartiene alla più ampia serie Rituals. Qui la protagonista è raccolta in preghiera in un momento della coscienza che ha come presupposto il desiderio.

Particolare dell’opera Scirocco canta la sua carezza, ricordi?, Tali dello Strologo

Nell’opera Scirocco canta la sua carezza, ricordi? dell’artista Tali Dello Strologo ci troviamo in un luogo dove l’intimità si rivela all’altro e nella sua fragilità chiede di essere accolta. Scrive l’artista: “Qui trova spazio la mia ricerca, come tenera osservazione della necessità dell’incontro …, unica soluzione alla prepotenza del mondo.

Così tento di raccontare la mia generazione, raccolta in spazi che chiama propri, i cui confini sembrano minacciati tanto dalla natura instabile dei rapporti, quanto da un presente di vorticosi cambiamenti. In scirocco canta la sua carezza, ricordi? l’azione è sospesa nel suo compimento, il vento caldo asciuga e porta via con sé l’inizio del racconto …

Sono anche altri gli artisti, fra cui si possono citare: Marila Scartozzi, Cecilia Cocco, Gaia Gasparetto, Joe Habben, Josè Victor De Castro Negreiros, Riccardo Albiero, Nikko Mundacruz e Dora Perini.

                                                                                          Patrizia Lazzarin