DIEGO RIVERA E L’ARTE MODERNA IN MESSICO

Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secoloè il titolo della mostra che si apre oggi ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli:   un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana.

Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti.

Il percorso espositivo permette di ripercorrere la genealogia della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al sociale.

Diego Rivera, Donna seduta con fiori

Promossa da Roma Capitale, la mostra è prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e con il Museo Kaluz di Città del Messicoecon il patrocinio dell’INBAL, Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell’Ambasciata del Messico in Italia

L’esposizione è curata da Miguel Fernández Félix, direttore del Museo Kaluz eAlberto González Torres, direttore del Museo Robert Brady.

Attraverso una selezione di oltre 140 opere, di cui trenta di Diego Rivera, il percorso espositivo restituisce la complessità di un processo le cui radici affondano nella nascita, nel 1821, del Messico indipendente, quando si afferma l’esigenza di un’identità culturale in grado di rappresentare un Paese nuovo, in continua trasformazione. In questo contesto, l’arte diventa strumento privilegiato per costruire visivamente il volto nuovo del Messico.

Durante la prima metà del Novecento, l’arte messicana si ridefinisce attraverso la creazione di un linguaggio e di un’iconografia di carattere nazionale. La pratica artistica orienta il proprio sguardo verso la fusione tra retaggio precolombiano, culture popolari e istanze sociali emerse nel periodo post-rivoluzionario.

 In questo quadro, le arti visive svolgono un ruolo decisivo nella ricostruzione del tessuto sociale del Paese, trovando nel movimento muralista uno dei progetti più influenti sul piano nazionale e internazionale. Promosso nel 1921 da José Vasconcelos e consolidato dagli artisti José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera, il Muralismo contribuisce a democratizzare l’arte e a costruire una narrazione epica della storia messicana, in cui popolo, operai e contadini diventano protagonisti centrali.

Ne scaturisce una nuova iconografia nazionale, che parla alle comunità e agli spazi pubblici e ridisegna il ruolo sociale dell’artista.

Diego Rivera, Giovane con la zucca

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche:

Accademia e tradizione – La formazione di Rivera: esplora il confronto con l’eredità ottocentesca e le genealogie del mestiere, tra accademie e scuole di belle arti, per comprendere le radici tecniche e culturali della modernità messicana.

Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee – Gli anni europei: focus sui dialoghi con cubismo e avanguardia, e sull’apporto originale degli artisti messicani alla scena internazionale attraverso una sintassi visiva nuova.

Il Rinascimento culturale messicano analizza la stagione successiva alla Rivoluzione quando arti visive, letteratura, architettura e musica convergono nella definizione di una moderna identità nazionale, fondendo retaggio precolombiano, tradizioni popolari e istanze sociali.

Oltre il Realismo sociale: esamina la disseminazione di modelli e idee oltre i canoni del muralismo, verso ricerche che ampliano il lessico dell’arte moderna messicana e ne attestano la vitalità nel lungo periodo.

Ciascuna sezione riunisce opere emblematiche tra XIX e XX secolo, accompagnate dai contributi critici di autorevoli storici dell’arte raccolti nel catalogo della mostra, edito da Gangemi Editore.

                                                                                Patrizia Lazzarin