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UN PISSEUR DE COPY. UN PISCIAIOLO DI PROSA

Un pisseur de copy. Un pisciaiolo di prosa. La nuova edizione di Adelphi: A mille miglia da Kensington porta nuovamente in libreria il romanzo della scrittrice britannica Muriel Spark: una pungente quanto distaccata visione del mondo dell’editoria attraverso gli occhi di una giovane vedova di guerra, la ventottenne signora Hawkins che di mestiere fa l’editor.

La storia raccontata sulla scia dei ricordi delle notti in cui la protagonista restava sveglia, è ambientata nella Londra degli anni ’50, quando la città mostrava ancora i segni dell’ultimo conflitto mondiale negli spazi lasciati vuoti dai palazzi crollati per le bombe piovute dal cielo, dove ora crescevano arbusti e piante selvatiche.

Ad essere apostrofato con tale termine: pisseur de copy è un sedicente Hector Bartlett, amico-amante di una nota e apprezzata scrittrice, Emma Loy, che cerca di sfondare nel mondo dell’editoria con i suoi libri poco credibili e non leggibili, da cui non si viene a capo di niente, come ci racconta la signora Hawkins.

Veniamo catapultati dentro diverse case editrici dove la nostra editor è impiegata, penetrando in queste cittadelle della cultura, abitate da letterati ed intellettuali dove si immaginano file di aspiranti che sognano di accedervi.  

Quasi una città ideale, quale potrebbe essere, “parafrasando” quella suggerita dall’umanista Tommaso Moro nella sua Utopia.

Un fascino sottile attrae come calamita verso questo mondo chi apprezza la cultura, ma anche coloro che attraverso i libri sperano soprattutto di ricavarsi un posto di prestigio nella società, al di là del loro merito e delle loro capacità. È verso quest’ultimi che l’ironia della signora Hawkins si rivolge.

Come vengono scelti i libri da pubblicare allora come oggi? Ma soprattutto quanti, tanti, scrittori vorrebbero essere pubblicati e quanti libri arrivano nelle redazioni e poi nelle sale stampa?

La visione che si costruisce davanti a noi è simile a cataste sempre crescenti di nuovi testi che devono, se superano il primo step di valutazione, essere visionati dagli editor, corretti o addirittura in alcuni casi, stravolti.

Ma quanti autori meritano l’agognato epiteto di scrittori e non sono semplici pisseur de copie, cioè usando un termine francese, dei semplici scribacchini che gettano parole e parole su fogli in uno sfogo quasi fisiologico.

Ieri più di oggi si apprezza il valore dei libri che potremmo definire classici in ogni tradizione letteraria. Allora come adesso le pubblicazioni che vantano una storia mostrano il loro blasone che li consacra tali.

Il mondo dell’editoria si svela nel romanzo della scrittrice britannica nelle sue luci ed ombre e scopre le grandi ambizioni e gli imbrogli che mandano in carcere  editori  che non tengono in considerazione  i valori dell’onestà.

Anche in questa pubblicazione che ha la traduzione di Anna Allisio,  come in altre dell’autrice, il Bene si contrappone al Male in senso quasi manicheo.

I protagonisti sono uomini e donne degli anni Cinquanta, con la mentalità e la modernità di quel periodo storico, con uno spirito anglosassone che si avverte nel loro attaccamento o distacco alle cose e vicende della vita, come quando il romanzo verso la fine si tinge di giallo.

Muriel Spark, nata ad Edimburgo (1918 – 2006), negli anni Settanta si è trasferita in Toscana dove ha vissuto fino alla sua morte. Una scrittrice nota e ampiamente tradotta anche in Italia, autrice di romanzi, poesie, racconti, lavori teatrali e biografie.

Fra i suoi romanzi si citano: 

The comforters (1957), Robinson (1958), Memento mori (1959, adattato per il teatro nel 1964), The bachelors (1960), The prime of Miss Jean Brodie (1961; per il teatro nel 1966, per film nel 1969), The girls of slender means (1963), The Mandelbaum gate (1965), The public image (1968), The driver’s seat (1970), Not to disturb (1971), The hot house by the East River (1973). Oltre a novelle, poi riunite in Collected stories (1967), ha scritto anche opere drammatiche: The ballad of Peckham Rye (1960) che ebbe il premio Italia per radiodramma, e Doctors of philosophy (1963).

                                                                                         Patrizia Lazzarin

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