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LEI: LO SGUARDO SULLE e DELLE DONNE

La mostra, dal titolo LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Parma espone nella stessa, dal 2 ottobre, più di 60 opere che compongono un sorprendente “carnet” di sguardi tra figure reali e ideali dell’universo femminile.

La figura femminile ha saputo catturare l’interesse e l’ispirazione delle arti visive, tema privilegiato della ricerca artistica tra XIX e XX secolo. Attraverso il ritratto femminile si sono manifestate le tensioni estetiche, psicologiche, culturali e politiche che hanno accompagnato il passaggio alla modernità.

«La GNAMC propone a Parma una straordinaria selezione di ritratti femminili, con diversi capolavori, per celebrare l’ottantesimo anniversario del voto alle donne. La mostra, inoltre, offre l’occasione per aggiornare gli studi sulla collezione afferma Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Dora Maar, Statue de femme, 1935, fotografia  © Dora Maar, by SIAE 2026

Le donne rappresentate appartengono a mondi differenti, hanno età, condizioni, caratteri e destini eterogenei, eppure condividono la capacità di raccontare un’esperienza umana che supera il tempo in cui furono ritratte.

Dalla Signora Ginoux (L’Arlesiana di Vincent van Gogh), moglie del proprietario del Café de la Gare di Arles, alla marchesa Luisa Casati, diva eccentrica e collezionista immortalata da Giovanni Boldini; dalla facoltosa aristocratica polacca Hanka Zborowska (la Signora dal collaretto di Amedeo Modigliani) a Carminella, figlia del popolo la cui storia il tempo ha lasciato nella penombra, ma non il pennello di Antonio Mancini; da Palma Bucarelli (la donna che rivoluzionò l’arte contemporanea italiana alla guida della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma) dipinta da Savinio, all’attrice Elsa Martinelli nell’interpretazione di Giosetta Fioroni.

Un immaginario al femminile rivelatore e generatore di una moltiplicazione dell’Io di donne attraverso altre donne. Da qui nascono ritratti di donne con potenti personalità, esaltate nella loro energia grazie alla cattura “magistrale” di uno sguardo rivelatore, di un gesto segreto o di un respiro appena trattenuto.

 Legata a doppio filo all’emancipazione sociale e politica delle donne, la nascita di una nuova identità femminile guida anche la pratica delle artiste in mostra. Con i rispettivi e differenti linguaggi – dalla densità plastica della scultura di Antonietta Raphaël all’obiettivo fotografico di Dora Maar e Francesca Woodman, fino alle performance dalle complesse coreografie di Vanessa Beecroft e Marinella Senatore –, queste autrici hanno aperto una riflessione profonda sui concetti di personalità, libertà e riappropriazione del corpo.

Giovanni Boldini, Ritratto della Marchesa Casati con penne di pavone, 1911-1913, olio su tela

Una sezione del percorso espositivo è dedicata alla ricerca in Italia tra le due guerre mondiali. In questa complessa fase di transizione, l’universo delle donne si impone sulla scena sempre più autonomo, volitivo, protagonista. La mostra ricompone questo straordinario mosaico culturale attraverso i ritratti femminili dei maggiori protagonisti del periodo   facendo risaltare la varietà delle esperienze tra Metafisica, “Valori Plastici”, il Novecento italiano, la poetica del Realismo magico, insieme alle grandi mitologie dei primi decenni del XX secolo.

 Prodotta dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti, grazie al sostegno di Fondazione Cariparma e di Regione Emilia-Romagna, l’esposizione è curata da Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi, ed è visitabile al primo piano del Palazzo del Governatore fino all’8 marzo 2027.

Patrizia Lazzarin

In alto: Giuseppe De Nittis, Piccola inglese, 1879-1880 ca., olio su tavola

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