LE ATTITUDINI DI ALBERTO ROLLO

Appaiono: i verdi brillanti dei campi e dei prati della Turingia, dove la Natura si specchia nell’Io e il sole dorato e i blu del mare e del cielo di Napoli si confondono nello sguardo di chi si siede ad osservarli. Leggere il libro: Le Attitudini di Alberto Rollo, edito in questo mese da Neri Pozza, è compiere un viaggio in luoghi che per chi li ha scoperti, anche nella Storia, è facile provare un sentimento di vicinanza. Far proprie così idealità mai sopite che uniscono chi crede in un futuro più umano.
Bruno Röder, un poeta filosofo della Turingia, ritorna fra noi grazie ai brani riemersi di un carteggio con la sua Marianna di Dio, una giovane salentina che egli ha conosciuto durante il suo soggiorno presso la casa dell’ambasciatore inglese a Napoli, William Hamilton, di cui si tramanda la grande passione di collezionista di opere d’arte.
Un epistolario sopravvissuto ad un bombardamento di una libreria di Dresda, un taccuino di Marianna salvatosi dall’oblio dentro un antico armadio e alcune lettere di amici contengono lacerti di pagine a volte non più completamente leggibili, ma abbastanza perché lo scrittore faccia palpitare l’intelligenza di due giovani vissuti tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento.
I sentimenti raccontati poeticamente, la bellezza del creato vissuta attraverso descrizioni che la animano, l’amicizia, l’amore, gli affetti, le piccole cose della quotidianità dipingono un affresco umano che ne contiene un altro ancora più potente.
Uno dei “fondali” dove si svolge questa storia è la città universitaria di Jena. Da un circolo di intellettuali, in questa città, nasce il primo Romanticismo. Tra il 1794 e il 1806 in quella piccola città universitaria in Turingia, giovani menti brillanti vogliono costruire una nuova società non attraverso le guerre, ma dai semi di una nuova cultura.
Sono gli anni in cui in Francia, la Rivoluzione si sbarazza dei sovrani alimentando differenti opinioni fra coloro che non appartengono alla nobiltà, su quale sia la via migliore per costruire un mondo più libero e giusto.
Un altro teatro di avvenimenti è la Napoli dei fasti borbonici e quella della repubblica Partenopea, dell’ammiraglio Horatio Nelson con cui stringe alleanza la regina Maria Carolina per cercare di fermare l’avanzata dell’esercito napoleonico.
Ma la Storia dei grandi rivolgimenti tocca Bruno e Marianna di riflesso, per varie ragioni. Cogliamo invece attraverso le loro parole il pensiero dell’epoca. Le loro letture e amicizie raccontano la vivacità e la bellezza di ambienti e luoghi. La scrittura, le riviste nate in quel tempo, le serate fra amici ci permettono di vivere quasi quel mondo in cui germogliano le idee del Romanticismo tedesco.
A spasso con Friederich Schiller e Friederich Schelling, Ludwig Tieck e Novalis (pseudonimo di Friedrich von Hardenberg), figure chiave della corrente filosofica e letteraria del Romanticismo. Dentro le loro case, per le strade, nelle loro occasioni di ritrovo: dove si scrive, si legge, si chiacchiera; anche fra i loro amori che per primi innalzano la bandiera di una nuova libertà.
Marianna, giovane orfana, ha la fortuna di essere accolta nella casa dell’ambasciatore inglese, dove potrà studiare appassionandosi in particolare di musica e dove conoscerà tante persone tra cui Bruno, lo studente di Jena.
Un mondo che si agita, che coglie e macera fermenti. Emma la moglie di Hamilton e poi amante di Nelson, era famosa per quelle Attitudini che danno il titolo anche al libro. Sono danze o meglio movimenti che traendo ispirazione dal mondo greco antico nel loro divenire ammaliavano il pubblico presente.
L’affresco dello scrittore di questo momento storico fa si che ci pare a volte di esserci anche noi fra quei fiori del cappero rampicante della vecchia masseria e fra gli ulivi salentini, a respirare quelle emozioni che la Natura sa regalarci e ad interrogarci sull’avvicendarsi degli eventi.
Nei sentimenti ed emozioni di due giovani catturiamo il sogno di un’Europa quale potremmo desiderare oggi e la vitalità della loro giovinezza uguale o pari a quella di ogni giovinezza dell’uomo e di ogni società che vuole “crescere”.

Ha scritto Piero Dorfles: “Quello che disegna il racconto di Rollo non è solo l’autobiografia di una generazione, ma un punto cruciale di svolta del Novecento”.
Patrizia Lazzarin

