
| Incoscienza di classe Corpi, voci e desideri di un tempo libero dal logorio del lavoro Il lavoro struttura il nostro tempo, le nostre relazioni e la nostra identità. Eppure, negli ultimi trent’anni le condizioni di vita che genera sono rimaste relegate alla sfera privata, escluse dal dibattito pubblico. Il saggio di Gregorio Carolo, edito da Meltemi e in libreria dal 23 gennaio, nasce per rompere questo silenzio. L’autore ci conduce in cinque luoghi diversi – la fabbrica metalmeccanica, le grandi società di consulenza, le cucine dei ristoranti, le aule di scuola e il magazzino di Amazon – raccogliendo le voci dei lavoratori. Le loro storie si intrecciano a dati economici, riflessioni teoriche e riferimenti storici, formando un affresco vivido e impietoso del mondo del lavoro contemporaneo in Italia. Malgrado le differenze, i lavoratori si sentono risucchiati negli stessi meccanismi di sfruttamento e sofferenza e manca loro un linguaggio condiviso per esprimere attraverso una voce collettiva le comuni richieste. Il risultato è una frammentazione che impedisce loro il riconoscimento reciproco: l’incoscienza di classe. Questo saggio è un tentativo di restituire voce e dignità ai lavoratori, perché parlare di lavoro oggi significa riaprire una questione politica fondamentale. Gregorio Carolo è autore del podcast Le faremo sapere ed è uno degli organizzatori del festival “Fornaci Rosse” nella città di Vicenza, dove vive. Formatosi all’Università degli Studi di Padova, scrive per la rivista “Jacobin Italia”, interessandosi principalmente di lavoro nella società contemporanea. Incoscienza di classe è il suo saggio d’esordio. Patrizia Lazzarin |
