L’INVERNO DELLE STELLE NICOLETTA VERNA

La scrittrice Nicoletta Verna che, con il libro I Giorni di Vetro ha vinto nel 2025 il premio dell’Unione Europea per la Letteratura, nella sua recente fatica: L’inverno delle stelle ci proietta in un tempo a lei caro, quello della Resistenza, ma soprattutto ci parla di un tema che in questi ultimi anni ci tocca sempre più da vicino, come hanno dimostrato le guerre in Ucraina o nella striscia di Gaza.
In questo romanzo di formazione la parola appartiene ai bambini. Sono loro che, spesso vittime dell’assurdità della violenza, descrivono in modo chiaro l’incongruenza e l’illogicità di ogni conflitto armato. Sirio è una bambina che non ha conosciuto suo padre e che, al contrario, ha una madre che la ama tantissimo.
Lei che porta il nome di una stella è il capobanda di un gruppo di bambini in una Fiesole povera e bella, attraversata da truppe amiche e poi nemiche. Ha un coraggio da vendere e ha imparato e capito, così piccola, il valore della vita umana. Dentro una natura che regala momenti di stupore, anche nei momenti più duri, fra la semplicità delle persone come lei, Sirio, ha la percezione di vivere qualcosa di incomprensibile, ma soprattutto di sbagliato.
E durante i giochi fra amici Sirio racconta: Costruivamo fucili con i bastoni, le bombe con le pigne. Con le fionde cercavamo di colpire gli uccelli che erano gli aerei nemici. Anche se pensando alla guerra vera, chi era il nemico mica lo sapevamo più. I nemici non erano più gli inglesi o gli americani, ma lentamente stavano diventando i tedeschi: nessuno di noi capiva perché.
Sentivamo che le donne ne parlavano male, la sera dalla Catera, e dicevano che Hitler non era un galantuomo come pareva all’inizio. E nemmeno Mussolini. La guerra appena smetteva di essere un gioco e diventava vera, era la cosa più assurda che si potesse credere. E la più cattiva.
A questa guerra che provoca dolore e distruzione, Sirio contrappone l’infinità e la bellezza del cosmo stellato, così immenso, così infinito che fa risaltare ancora di più la pochezza dei conflitti umani.
L’inverno delle stelle, è un romanzo costruito dalla fantasia di Nicoletta Verna, anche se al suo interno noi scopriamo le storie di persone realmente vissute come l’astrofisica Margherita Hack che durante la resistenza viveva a Firenze, Anna Maria Ichino, una partigiana fiorentina e lo scrittore antifascista Carlo Levi che nel capoluogo fiorentino ha steso il suo capolavoro.

Aligi Barducci, alias Potente, è stato realmente uno dei più importanti protagonisti della Resistenza toscana.
C’è Firenze, c’è la Resistenza che si misura sui palazzi crollati, sui ponti fatti saltare dai tedeschi in fuga per fermare l’avanzata degli Alleati.
C’è ancora una Firenze così bella con tutta la sua storia e la sua arte che Sirio si augura possa salvarsi dalla distruzione.
Sembra impossibile che le persone muoiano qui, in questi luoghi che incantano, fra cui ci sono gli affetti, gli amici.
Anche il Castello di Vincigliata, vicino a Fiesole, dove Sirio incontra il “Mostro”, non è un’invenzione, ma fu un carcere di guerra da dove fuggirono i prigionieri inglesi dopo l’armistizio.
Le stelle sembrano guidare questa giovane fanciulla, che quasi spicca per una forza pari ad un ariete, ma che nonostante l’età sembra conoscere già “l’alfabeto della vita”.
Un romanzo di formazione pubblicato dalla casa editrice Rizzoli, dicevamo, dove i valori dell’amicizia, della condanna della guerra, del significato delle azioni umane, dell’importanza della conoscenza e della libertà, sono incarnati da piccole anime che come piccoli uccelli si lisciano le ali e spiccano il volo verso un mondo che vorrebbero migliore di quello in cui sono costretti a vivere. Come gli uccelli si dimenticano di dormire … per vivere.
Patrizia Lazzarin

