
Dopo un accurato intervento di riallestimento e una profonda riflessione sul ruolo del museo oggi, riapre oggi al pubblico il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto con un modello di musealizzazione capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea.
Grazie a un finanziamento di 800.000 €, il MNEMA è stato oggetto di una rilettura complessiva che ha interessato gli spazi interni e che proseguirà nell’area archeologica che si estende per una superficie di 25 ettari.
«La riapertura del MNEMA segna un passaggio importante nel percorso di valorizzazione di Kainua e del patrimonio etrusco nazionale” – commenta Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna.

“Nel nuovo allestimento, progettato dall’architetto Fabio Fornasari, oggetti e manufatti vengono presentati in un racconto che ne traccia il percorso nel tempo, dal ritrovamento al significato sociale. L’esposizione è arricchita dai numerosi nuovi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo condotte dall’Università di Bologna che hanno consentito di poter mettere in valore ulteriori aspetti della vita della città di Kainua”.
Nel corso del tempo sarà possibile ospitare approfondimenti o prestiti in collaborazione con altre istituzioni museali, ne è un esempio l’esposizione temporanea (fino al 29 settembre 2026), dedicata alle terrecotte votive provenienti dal Santuario di Veio e conservate presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Denise Tamborrino, direttrice del Museo Nazionale Etrusco spiega: “Uno degli obiettivi principali è stato quello di ricucire il rapporto tra il museo e il parco archeologico, concependoli come parti di un unico racconto: da un lato gli oggetti e le testimonianze materiali, dall’altro il paesaggio e il tracciato urbano dell’antica Kainua.
Il nuovo allestimento punta sull’accessibilità come metodo di lavoro. Nuove letture hanno portato a ripensare anche i reperti, non più semplici esemplari tipologici ma oggetti portatori di una propria biografia specifica, quindi capaci di raccontare la storia anche attraverso riproduzioni tattili e “sonografie” che ricostruiscono paesaggi sonori dell’epoca etrusca».
Il cuore del rinnovamento è racchiuso nel concept “Kainua. Manuale d’uso”, quasi un’idea di manifesto del nuovo museo, elaborato in collaborazione con il prof. Roberto Zancan del HEAD di Ginevra.
Kainua. Manuale d’uso trae ispirazione da una riflessione più ampia sul significato delle città, intese come luoghi in cui si intrecciano architettura, natura e socialità. Le città non sono mai realtà statiche: nascono, si trasformano, vibrano, vivono e muoiono, mantenendo una loro memoria profonda.
Questa visione supera la dicotomia tra museo e parco archeologico, trattandoli invece come un unico organismo narrativo. L’obiettivo è restituire leggibilità all’unica città etrusca ancora percorribile nel suo impianto originario, trasformando la visita in un’esperienza collettiva per riflettere sul nostro modo di abitare il mondo.

La nuova visione del MNEMA trova il suo ideale punto di contatto con la contemporaneità anche attraverso l’arte di oggi che diventa strumento per amplificare immaginari e sensibilità. Proprio all’interno della cornice di “Kainua. Manuale d’uso”, si inserisce il progetto Under the Same Sky di Eva Marisaldi.
L’archeologia viene indagata dall’artista bolognese come un ponte che unisce tempi diversi in un momento unico. Il progetto di Marisaldi è costituito da tre interventi che vengono presentati per la prima voltae fungono da elementi di mediazione tra il visitatore e il patrimonio archeologico. Attraverso il suo sguardo immaginativo, Eva Marisaldi invita il pubblico a esplorare aspetti ancora poco noti della società etrusca, stimolando una visione personale e nuova della vita quotidiana nell’antica Kainua.
Patrizia Lazzarin
