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ESTASI DELL’ARTIFICIO, DESIGN DAL 1966

Oggi ho settantasei anni, Faccio il “prestigiatore” da almeno sessant’anni. Mi sono occupato di far muovere le cose, sorprendere il pubblico, deviare le funzioni previste, scardinare le regole, dilatare le interpretazioni. Mi descrivono come un outsider e questo mi diverte seriamente”.

Palazzo da Mosto a Reggio Emilia accoglierà una grande esposizione monografica dedicata a Denis Santachiara, protagonista del design italiano e internazionale e originario di Campagnola Emilia. La mostra, intitolata Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966 sarà aperta al pubblico dal 12 dicembre 2026 al 14 marzo 2027, offrendo per la prima volta in maniera organica una panoramica completa su oltre sessant’anni di incessante attività creativa.

 Originario della terra reggiana, Santachiara ha saputo costruire nel tempo un itinerario unico nel suo genere, muovendosi con disinvoltura tra settori differenti e ponendo l’innovazione tecnologica al servizio di una spiccata sensibilità poetica e ironica.

La sua storia professionale ha preso le mosse dalle officine meccaniche e dalle prime esperienze nel car design all’interno della Motor Valley emiliana, per poi aprirsi agli sconfinamenti nell’arte contemporanea all’interior design anche per art hotel, scenografie per teatro e cinema, fino alle ricerche avanzate sulla robotica, sugli oggetti che si animano o si trasformano, fino alla creazione di Cyrcus, un ecosistema focalizzato sul design d’autore legato alle tecnologie di fabbricazione digitale.

 In concomitanza con la preparazione del percorso espositivo, il volume edito da Corraini e curato da Chiara Alessi ripercorre la parabola intellettuale del progettista.

L’evento di Palazzo da Mosto e la monografia costituiscono un progetto organico volto a restituire la complessità di una poetica incentrata sul concetto di artificio. L’esposizione si definisce non come una sequenza celebrativa, bensì come una rassegna che invita a entrare direttamente nel processo creativo, nel modo di pensare e di progettare dell’autore. Il percorso si sviluppa come una sequenza dinamica di stanze, ciascuna delle quali è dedicata a un concetto fondamentale della ricerca progettuale. 

La mostra esplora inoltre il dialogo costante e fecondo tra design, architettura e arte. Questo intreccio multidisciplinare nasce da una precisa convinzione teorica: il design non costituisce semplicemente una disciplina legata all’arredo domestico, ma rappresenta uno strumento culturale capace di interpretare e migliorare la vita quotidiana delle persone.

Un elemento centrale dell’intero percorso è rappresentato dalla formazione autodidatta del progettista.

Accanto al percorso principale, l’esposizione si arricchisce di una sezione speciale allestita sempre all’interno del palazzo e dedicata alle nuove generazioni del design. In questa area dialogano con la ricerca del maestro diverse opere di designer selezionati dallo stesso Santachiara, testimoniando la continuità di un confronto aperto tra le visioni consolidate e i nuovi linguaggi del futuro.

                                                                             Patrizia Lazzarin

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