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PARLARE IN LINGUE

Dagli iniziali tentativi del bebè di sillabare allo scrittore di fama mondiale che scrive, traduce e parla ad un vasto pubblico, intento ad illustrare argomenti curiosi, si dispiega il potere costruttivo della lingua umana.

Voci che tracciano le coordinate di una visione del mondo che noi rendiamo nostra e con cui riusciamo a comunicare con le altre persone, creando condivisione di saperi.

Parlare in lingue, la pubblicazione Einaudi, opera di John Maxwell Coetzee, scrittore e saggista sudafricano e di Mariana Dimópulos, autrice e traduttrice argentina, è un interessante dialogo, alla pari, dove si spiega e si illustra, anche con aneddoti, quanto una lingua può diventare una mappa dell’universo di una specifica cultura.

Essa qui si mostra anche, in particolare, come strumento politico ed una cartina al tornasole della sua funzione sociale.

Un famoso aneddoto raccontato da Mariana Dimópulos sulle capacità linguistiche dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V, durante il Rinascimento, dice che il sovrano parlasse spagnolo con Dio, italiano con i cortigiani, francese con la sua amante e tedesco con il suo cavallo. Una variante suggerita da Coetzee, sostiene che egli discutesse con il suo contabile in inglese.

John Maxwell Coetzee dal New York Times

La storiella è uno specchio della gerarchia linguistica esistente nella mentalità rinascimentale, dove la lingua anglosassone non aveva il ruolo che avrà in seguito.

Nel libro ci si interroga sul ruolo egemone che l’inglese ha oggi invece nel mondo. Moltissime persone parlano questo idioma, non essendo tuttavia di madrelingua, ma perché esso oggi è divenuto il più importante. Una conquista recente se pensiamo che l’inglese emerge nel XX secolo scalzando il francese.

Quando si argomenta di Parole nel libro vengono citati noti linguisti e teorici della traduzione come Lawrence Venuti.

Uomini di nazioni diverse, testi e documenti di altre epoche … Diventa fondamentale la traduzione. Una traduzione letterale non sempre è in grado di darci la qualità dell’opera originale anche perché in alcune lingue possono non esistere termini ed espressioni equivalenti.

Un esempio facile: in inglese quando l’autore scrive fratelli non necessariamente come in vietnamita specifica quale di essi è il maggiore o il minore.

Termini e contenuti razzisti di romanzi del secolo scorso si devono salvaguardare? Qui si tratta di scegliere se restituire quello che era il clima culturale di un’epoca all’interno di un romanzo, senza falsarlo. Tuttavia per alcuni esperti il dilemma rimane  una questione aperta che si risolve diversamente in momenti storici differenti.  

Richiamando il già citato Lawrence Venuti, Coetzee dichiara in merito a quale sia il miglior tipo di traduzione: “La traduttrice ermeneutica è alquanto consapevole della matrice o rete linguistica da cui scaturisce il testo e fa del suo meglio per portare questo background formativo nel testo che produce”.

Mariana Dimópulos 

Secondo Coetzee, Venuti prende anche di mira l’establishment letterario degli Stati Uniti e della Gran Bretagna che preferisce le traduzioni scorrevoli che fanno dimenticare l’originale.

In Europa, in Asia, in America Latina i libri tradotti dall’inglese sono moltissimi, una quantità enorme. Dimópulos commenta: negli Stati Uniti i testi tradotti rappresentano solo il 3% delle nuove pubblicazioni”. “Le Università sono autorizzate a chiedere ai candidati, a riprova della loro competenza, solo le pubblicazioni scritte in inglese. Qualsiasi altro lavoro intellettuale diventa invisibile.  Non sorprende che la maggior parte degli scienziati di tutto il mondo ora scriva in inglese”.

Si può combattere il monolinguismo? Questo ed altri interrogativi emergono nella lettura del libro scritto a quattro mani da uno scrittore Premio Nobel e da una traduttrice di primo piano.

Perché la forma maschile è dominante nelle lingue di genere mentre la femminile è trattata come una deviazione? Sarebbe possibile estirpare la connotazione sessuale dalla letteratura e dai nostri discorsi?

Una riflessione intrigante che lungo il libro a volte attinge alle origini del linguaggio fornendo più argomenti di discussione.

                                                                                    Patrizia Lazzarin

GLI AUTORI:

John Maxwell Coetzee, scrittore sudafricano di lingua inglese nato a  Città del Capo nel 1940, premio Nobel per la letteratura nel 2003, è stato il primo autore ad aver vinto due volte il Booker Prize. Temi centrali dei suoi romanzi sono una riflessione critica sulla civiltà occidentale e le trasformazioni del Sudafrica post-apartheid. 

Mariana Dimópulos è una scrittrice, traduttrice e insegnante argentina. Specializzata in filosofia tedesca e nelle opere di Walter Benjamin, ha pubblicato quattro romanzi. L’ultimo di questi, Quemar El Cielo (2019), è stato finalista nella shortlist del Premio del Romanzo Fundación Medifé-Filba.

                                                                   

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