AH! AH! AH! … RISATE DI GIOIA E DI DOLORE …

Risate di gioia ieri sera durante Be Popular, nel cortile di Palazzo Thiene a Vicenza. Lo spettacolo di Elena Bucci e Marco Sgrosso ha lo stesso titolo del film del regista Mario Monicelli, realizzato negli anni Sessanta con protagonisti Anna Magnani e Totò, due icone del teatro.
E fedele negli intenti lo è anche al motto di Stivalaccio Teatro che promuove la rassegna Be Popular in scena a Vicenza, in differenti spazi della città fino al 30 agosto. Si è parlato in modi differenti di teatro, sul suo significato, sul suo valore.
Chi poteva dirlo, chi poteva farlo?
Gli attori hanno restituito frammenti di una Storia del Teatro, dove spiccano i grandi nomi, ma non si vogliono dimenticare anche coloro che hanno avuto una funzione non visibile, ma essenziale.
Si è dato un peso al ruolo dell’artista e a quelle figure, suggeritori, tappabuchi e portaceste, senza le quali i grandi attori non sarebbe diventati tali.
Gioia, detta Tortorella ed Umberto, detto Infortunio restituiscono lo spirito e la voce, attraverso momenti di poesia e altri di comicità, a figure che hanno calcato le scene di teatri diventando famosi.
Fra loro i già nominati Totò e Anna Magnani. Un viaggio a ritroso dove abbiamo incontrato Gustavo Modena, Giacinta Pezzana, Antonio Petito, Maria Melato, Renato Rascel e altri ancora.
Come poteva accadere tutto questo? Quale è stata l’occasione? Come nel film di Monicelli, Tortorella ed Infortunio si trovano dentro un teatro la sera di Capodanno.
Un edificio che sembra anch’esso avere la fisionomia di un fantasma nelle sue strutture di palchi, camerini, platee che perdono pezzi.
Forse è per questo. Laddove si rompono pezzi si aprono squarci, nascono altre visioni.
Come era bella quella posizione dei camerini da dove in fretta al proprio turno si correva sul palco e … quel piccolo buco sul sipario che permetteva prima della sua apertura di vedere il pubblico. Si, il pubblico di vedere lui, poi … lui ci avrebbe visto.
Quante emozioni. Fare teatro, viverlo è far fuoriuscire quel mondo ribollente che borbotta, nascosto, dentro la mente e l’animo.
Significa dare nuova forma ai sentimenti emersi che ora possono finalmente indirizzarci su quale strada incamminarci.
Cosa deve fare il teatro, cosa è importante esso faccia. Un teatro civile, forse? Si, che guarda al cittadino. Un teatro che non sia apparenza, ma porti conoscenza … verità, non nascondendola sotto un mucchio di bei stracci.
Ce la faranno quegli spiriti del passato ad incuriosirci e a stimolare una riflessione sul senso dell’arte?
Ha detto Elena Bucci: “il teatro, un antidoto che protegge dal conformismo”.
Elena Bucci è un’attrice, drammaturga e regista teatrale. Fra i più recenti riconoscimenti: Premio Ubu 2016, Premio Eleonora Duse 2016, Premio Hystrio – ANCT 2017, Premio ERF alla carriera 2022, Premio Valeria Moriconi 2024.
Marco Sgrosso è un attore, regista e pedagogo.
Patrizia Lazzarin

