Eventi

PREMIO DAPHNE CARUANA GALIZIA PER IL GIORNALISMO 2026


La giuria per la sesta edizione del Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo ha selezionato le 10 inchieste che gareggeranno per il premio.

Tra il 4 maggio e il 31 luglio 2026 centinaia di giornalisti provenienti dai  ventisette paesi dell’UE hanno presentato le loro storie.

Delle trecento quarantaquattro candidature ricevute, la giuria ne ha selezionate dieci  come finaliste.

Esse sono:
Rinchiudere i migranti in una gabbia in Albania: l’Italia lo fa, i Paesi Bassi lo vogliono.
De Correspondent (Olanda)
Come l’Europa ha reso “sostenibile” l’industria degli armamenti. Coordinata da Voxeurop (Francia), in collaborazione con El País (Spagna), IrpiMedia (Italia) e Mediapart (Francia) Podcast: Protagonista. Investigace.cz (Repubblica ceca)

Segreti russi. Ecco come Putin protegge il suo arsenale nucleare.
Norddeutscher Rundfunk (NDR), Westdeutscher Rundfunk (WDR) e Süddeutsche Zeitung (SZ) (Germania), in collaborazione con Le Monde (Francia), L’Espresso (Italia), ICIJ (Stati Uniti), Kyodo (Giappone), NRK (Norvegia), Pointer (Paesi Bassi), SVT (Svezia), The Times (Regno Unito), Washington Post
Zeebrugge continua a essere il principale porto europeo di arrivo di gas dall’Artico russo. Indegazette.be (Belgio)

Come le grandi imprese tecnologiche hanno introdotto la segretezza nella legislazione dell’UE per nascondere l’impatto ambientale dei centri dati.
Investigate Europe, pubblicato in collaborazione con partner editoriali tra cui: Altreconomia (Italia), Die Zeit (Germania), El País (Spagna), EU Observer (Belgio), The Guardian (Regno Unito), The Journal (Irlanda), Le Monde (Francia), Público (Portogallo) e Tech Policy Press (Stati Uniti).

Predatori su TikTok 2: un buffet a volontà per oltre 1 300 pedofili Maldita.es (Spagna)
Notizie false, vittime reali. EFE Verifica (Spagna)

Odio sponsorizzato: la maggior parte degli attacchi contro i giornalisti è stata finanziata da politici slovacchi e ungheresi, ma le piattaforme non sono intervenute. Investigative Centre of Ján Kuciak (Slovacchia), Investigace.cz (Cechia), Frontstory.pl (Polonia) e VSquare.org (Polonia)

Fanno rispettare la legge eppure la infrangono: il sistema informatico parallelo di Europol. Solomon (Grecia), CORRECTIV (Germania) e Computer Weekly (Regno Unito)

Il vincitore sarà annunciato durante una cerimonia di premiazione che si terrà nella serata di mercoledì 21 ottobre 2026 presso il Parlamento europeo a Strasburgo (sala stampa Daphne Caruana Galizia).

Creato nel 2020, il premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo è aperto a giornalisti professionisti o équipe di giornalisti di qualsiasi nazionalità, che possono presentare inchieste approfondite pubblicate o trasmesse da mezzi di comunicazione con sede in uno dei 27 paesi dell’UE.  Il vincitore sarà scelto da una giuria indipendente, composta da rappresentanti della stampa e della società civile dei 27 paesi dell’UE e da rappresentanti delle principali associazioni dei giornalisti europee.

Il premio e i 20 000 euro in palio testimoniano il forte impegno del Parlamento europeo a favore del giornalismo d’inchiesta e l’importanza di una stampa libera.

Vincitori delle edizioni precedenti
2025: inchiesta sulle reti finanziarie occulte che consentono alla Russia di eludere le sanzioni nel commercio del petrolio, coordinata da Follow the Money
2024: inchiesta sui minori stranieri non accompagnati scomparsi (Lost in Europe)
2023: indagine congiunta sul naufragio dell’imbarcazione che trasportava migranti “Pylos” (Solomon, in collaborazione con Forensis, StrgF/ARD e The Guardian)
2022: documentario “La Repubblica centrafricana sotto l’influenza russa”, di Clément Di Roma e Carol Valade (ARTE/France24/Le Monde)
2021: progetto Pegasus, coordinato dal consorzio Forbidden Stories

Chi era Daphne Caruana Galizia? Daphne Caruana Galizia era una giornalista, blogger e attivista anticorruzione maltese. È stata autrice di numerose inchieste sulla corruzione, il riciclaggio di denaro, la criminalità organizzata, la vendita della cittadinanza e i legami del governo maltese con i Panama Papers. È stata vittima di vessazioni e minacce, culminate nell’esplosione di una bomba nascosta nella sua auto il 16 ottobre 2017. Le proteste per il modo in cui le autorità hanno gestito le indagini sul suo omicidio hanno portato alle dimissioni del primo ministro Joseph Muscat. Critici di fronte alle lacune nelle indagini, nel dicembre 2019 i deputati al Parlamento europeo hanno chiesto l’intervento della Commissione europea.
Ad oggi, cinque persone sono state incarcerate per l’omicidio, ma il mandante non è ancora stato condannato.                                                                              
Patrizia Lazzarin
 

Lascia un commento