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SOTTO QUALE ALBERO. IVA LULASHI

Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Collezione Giuseppe Iannaccone rinnova il suo appuntamento annuale con l’arte contemporanea portando a Vercelli una delle artiste più affascinanti e seguite del panorama internazionale.

La nuova mostra personale di Iva Lulashi, a cura di Daniele Fenaroli sarà ospitata nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Marco–Spazio ARCA.

Protagonista acclamata alla Biennale d’Arte di Venezia 2024 dove ha rappresentato l’Albania, Iva Lulashi è oggi tra le voci più originali della pittura europea.

Nata a Tirana nel 1988 e cresciuta in Italia, dove si è formata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, oggi vive e lavora a Milano. L’artista possiede un talento nel trasformare ricordi, immagini ed emozioni in opere dal forte impatto visivo ed emotivo.

Iva Lulashi, Li ho persi tutti

La sua pittura nasce da una sensibilità speciale verso le storie di vita, le relazioni umane e quel bisogno profondo, che appartiene a tutti, di proteggere i propri desideri più intimi da uno sguardo esterno che spesso giudica e controlla.

A rendere l’opera di Iva Lulashi così magnetica e riconoscibile è il suo inconfondibile stile pittorico. L’artista scova immagini dal passato o da brevi sequenze di video per poi soffermarsi non sulle scene ovvie, ma sugli istanti più misteriosi e carichi di attesa: un momento prima di un abbraccio, uno sguardo sfuggente, una pausa d’intimità.

Con pennellate fluide, calde e quasi liquide, Lulashi scioglie i contorni e trasforma ogni quadro in un’atmosfera sospesa, magica e sognante, dove i dettagli svaniscono per lasciare spazio alla pura emozione.

Nei suoi dipinti prende forma un’assemblea di volti che non si sono lasciati ridurre a fascicolo o a pratica, ma che rimangono vivi nella loro identità. È qui che prende vita la tensione più profonda di tutta la sua opera, quella fra l’individuo e la folla: perché il desiderio è sempre singolare, e la sorveglianza è sempre plurale.

I volti e i corpi vengono così protetti da bagliori di luce e colori vibranti. L’obiettivo dell’artista non è nascondere, ma accendere la fantasia di chi guarda, invitando ognuno di noia ritrovare nell’opera le proprie storie.

Lo spazio dell’Ex Chiesa di San Marco accoglie l’intera mostra in un’unica sala, dove tutte le opere si offrono allo sguardo in un solo colpo d’occhio, senza un percorso da seguire.

Iva Lulashi, Il silenzio di latte

La pittura di Iva Lulashi nasce nello spazio ambiguo tra ciò che vediamo e ciò che crediamo di vedere. Corpi, gesti e frammenti di intimità, prelevati da immagini del cinema erotico, vengono sottratti alla loro narrazione originaria e trasformati in scene sospese, nelle quali desiderio e sguardo, libertà e controllo continuamente si confrontano.

I contorni si dissolvono, le situazioni perdono ogni certezza e ciò che sembrava esplicito torna a essere enigmatico. Non è tanto ciò che accade a interessarla, quanto ciò che un’immagine lascia immaginare.

                                                                             Patrizia Lazzarin

Sopra: Iva Lulashi, Vivi adesso

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