Mostre

PONTORMO

La prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo, detto Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 – Firenze, 1557) mai allestita fuori della città di Firenze, si apre oggi alle Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi.

Essa rappresenta l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino che si tenne in Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956, per il quarto centenario della morte.

Nella storia delle arti in Italia questo pittore è tra gli iniziatori della “maniera moderna”, come Giorgio Vasari definì quell’ampio e variegato movimento artistico che segue gli altissimi esempi di Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio all’aprirsi del Cinquecento e ne sviluppa l’insegnamento in uno stile elaborato e stilisticamente raffinato, teso alla manifestazione della grazia e della potenza.

Di questo avvio a Firenze Jacopo è un protagonista, insieme con il coetaneo Rosso Fiorentino ed egli è stato  inoltre anche un innovatore originale e fervido la cui opera ha ispirato artisti del Novecento del rango di Pier Paolo Pasolini e Bill Viola.

Pontormo, Visitazione, 1528-1532 olio su tavola, 202 × 156 cm Carmignano (Prato), pieve di San Michele Arcangelo. Per gentile concessione della Diocesi di Pistoia. Foto: Antonio Quattrone

Pontormo giovane accoglie i visitatori di questa mostra presso le Scuderie del Quirinale con l’opera che segna la sua affermazione nello scenario artistico fiorentino. La terna di grandi lunette installate nella prima sala è composta infatti da affreschi staccati provenienti dal chiostrino dei Voti della basilica della Santissima Annunziata.

Essa fu un’espressione della fucina della “maniera moderna” e fra i giovani di talento ci sono il nostro Pontormo e Rosso Fiorentino. A sinistra Andrea del Sarto, memore del Ghirlandaio presenta la Natività di Maria e a destra Rosso organizza folle terrene e divine per l’Assunzione di Maria. Al centro Pontormo è protagonista, con una Visitazione ambientata in una maestosa scenografia in forma di esedra di sobrio ordine dorico.

Pontormo, ventiduenne alla conclusione del lavoro nel 1516, possiede certezza nel disegno, vivezza nelle pose e padronanza del colore, in specie negli incarnati, “fatti in fresco tanto morbidamente e con tanta unione di colorito” con una “maniera un poco più ariosa e desta che insino allora non era stato suo solito”, come notò Vasari con occhio acuto.

Nel percorso espositivo si susseguono prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo. Oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell’Accademia e ai Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l’Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora, insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Pontormo, Venere e Cupido, 1532-1533 olio su tavola, 128 × 194 cm Firenze, Galleria dell’Accademia Per gentile concessione del Ministero della Cultura / Galleria dell’Accademia di Firenze e Museo del Bargello

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo) del 1525-1528, di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, in un allestimento altamente suggestivo che richiama in mostra la struttura architettonica della cappella.

E dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, oggi in restauro, viene l’opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), installata nell’ultima sala quale spettacolare conclusione e congedo dalla mostra.

L’esposizione romana ripercorre secondo una narrazione cronologica i momenti fondamentali della vita e dell’attività dell’artista: dagli esordi nella Firenze repubblicana alla stagione delle grandi imprese pittoriche sotto l’egida della dinastia medicea e delle autorità ecclesiastiche, con approfondimenti dedicati alla produzione grafica, all’attività di ritrattista e agli scritti autografi. In particolare, una straordinaria serie di opere su carta testimonia la suprema maestria di Pontormo nell’arte del disegno, praticata a Firenze con risultati eccellenti.

La rassegna è prodotta insieme alla casa editrice Electa che pubblica anche il catalogo ed è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino, quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Faliani.

Rimarrà aperta fino al 7 febbraio 2027.

                                                                 Patrizia Lazzarin

In alto: Madonna col bambino e san Giovannino, 1529-1530 ca. olio su tavola, 89 × 74 cm Firenze, Gallerie degli Uffizi Per gentile concessione del Ministero della Cultura / Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi, Firenze

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