
Sabato 9 novembre, alle ore 17.00, il Museo Vincenzo Vela a Ligornetto inaugura la stagione autunnale con un’ampia mostra dedicata al pittore Spartaco Vela, unico figlio del celebre scultore ticinese Vincenzo e di Sabina Dragoni. Al di là delle letture che lo confinano nel ruolo di semplice “figlio d’arte”, l’esposizione invita a riscoprire un artista di solida formazione, attivo tra la Svizzera e l’Italia. Spartaco Vela nasce nel 1854 a Torino, la città in cui i genitori si sono stabiliti in precedenza e dove il padre Vincenzo assumerà il ruolo di professore di scultura presso l’Accademia Albertina.
Trascorre l’infanzia nella capitale sabauda a contatto con i principali artisti del tempo, amici del padre. Nel 1867 si trasferisce insieme ai genitori a Ligornetto, nel Cantone Ticino, nella nuova dimora della famiglia. A Ligornetto, Spartaco, ormai adolescente, viene educato privatamente alle discipline letterarie e scientifiche dal prete progressista Giacomo Perucchi, amico di famiglia. Assecondando il desiderio del padre, il giovane s’iscrive ai corsi dell’Accademia di Brera a Milano, città in cui può contare sulla presenza dello zio Lorenzo Vela, scultore decorativo e docente, e sulla prestigiosa famiglia della madre Sabina Dragoni.

La cucitrice, 1885-1890 ca.
All’Accademia di Brera, è allievo di Giuseppe Bertini e Mosè Bianchi e nel 1874 ottiene la medaglia di bronzo alla scuola di nudo. A Milano frequenta inoltre l’atelier di Eleuterio Pagliano. Apre poi qui uno studio pur mantenendo stretti legami con il Ticino. La mostra di Brera del 1878 segna il suo esordio espositivo. Negli anni successivi parteciperà saltuariamente a rassegne in Italia e in Svizzera.
Membro della loggia massonica milanese La Ragione, socialmente impegnato, fonda l’asilo infantile di Ligornetto ed è il primo presidente della locale società di mutuo soccorso (1889-95). Attento alla salvaguardia del paesaggio, nel 1890 pubblica un libello nel quale critica la ferrovia a cremagliera del Monte Generoso. Nel 1892 lega alla Confederazione la villa di Ligornetto con le collezioni in essa contenute, a condizione che sia aperta al pubblico come museo o scuola. In collezione presso il Museo Vela si conserva gran parte della sua produzione, che comprende dipinti, studi ad olio e opere grafiche.

Alla cava, 1884 ca.
La produzione pittorica e grafica di Spartaco Vela in collezione presso il Museo è presentata per la prima volta nella sua quasi integralità, seguendo il filo di un originale percorso tematico. L’esposizione, curata da Antonia Nessi, direttrice del Museo, in collaborazione con Anita Guglielmetti, assistente scientifica, è arricchita da alcuni prestiti provenienti da prestigiose raccolte pubbliche e collezioni private. Essa presenta inoltre al pubblico carte, documenti originali e fotografie che rivelano sfaccettature inedite, e a volte sorprendenti, della personalità dell’artista.
Spartaco Vela si allinea nella scelta dei soggetti ai grandi filoni propri della scuola lombarda del secondo Ottocento: la pittura di storia, il ritratto e il paesaggio. Nel corso degli anni ’80 il suo sguardo si allarga sulla realtà, cogliendo impressioni dal vero sovente legate ai luoghi familiari del Ticino. La sua adesione al naturalismo lombardo si traduce allora in un rapporto diretto con il dato di natura e nell’immediatezza della trasposizione pittorica, caratterizzata da effetti di luce e da una gamma cromatica vivace.
L’intensa vicenda artistica e umana illustrata dall’esposizione si intreccia a una più ampia dimensione sociale e culturale. Filtrate dalla sensibilità del pittore, affiorano le atmosfere di un’epoca in piena mutazione, cui fa già eco, per contrasto, un sentimento di preservazione della natura.

Rispa che protegge il corpo dei figli, 1881
Per l’occasione della mostra, aperta al pubblico fino al 27 aprile 2025, viene pubblicato un catalogo edito dal Museo Vincenzo Vela e dalle Edizioni Casagrande di Bellinzona. La pubblicazione, a cura di Antonia Nessi, comprende testi di Antonia Nessi, Sergio Rebora, Paul Müller, Anita Guglielmetti, Giampaolo Baragiola, Flavio Zappa e Giorgio Sassi. Accompagnano la mostra varie proposte culturali interdisciplinari e speciali visite guidate, così come puntuali progetti di mediazione rivolti a un pubblico diversificato.
Patrizia Lazzarin
