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LORD BYRON TRA AMMIRAZIONE E SCANDALI

George Gordon Byron, meglio conosciuto come Lord Byron, di cui lo scorso anno si celebravano i duecento anni dalla morte, è stato un poeta romantico e autore satirico britannico, la cui poesia e l’affascinante personalità catturarono l’immaginario dell’Europa all’inizio del XIX secolo. Considerato il più grande poeta del suo tempo, fu una delle figure di spicco del movimento romantico, la corrente artistica e letteraria dell’epoca che enfatizzava la passione e l’individualismo.

Byron nacque il 22 gennaio 1788 con un piede equino. Suo padre morì tre anni dopo, lasciandolo con la madre, una donna violenta. Egli ereditò il suo titolo nel 1798. Quando si iscrisse all’Università di Cambridge, trascorreva il suo tempo bevendo, giocando d’azzardo e dormendo con prostitute. Teneva anche un orso nelle sue stanze. Nel 1809 partì per un viaggio di due anni nei paesi del Mediterraneo.

Nel marzo del 1812, Byron pubblicò i primi due canti del suo diario di viaggio comico e poetico intitolato: “Childe Harold’s Pilgrimage”, basato sui suoi viaggi, e divenne subito famoso, secondo le sue stesse parole. Il pubblico amava le descrizioni di Byron di un’Europa che non poteva visitare a causa delle guerre napoleoniche. Il suo bell’aspetto e il suo carattere spontaneo lo resero poi il poeta romantico ideale, ed egli dedicò tutta la sua vita al suo lavoro. Molte donne iniziarono a seguirlo ovunque, e così nacque l’espressione nota Byron mania.

Quando non si dedicava alla scrittura, Byron intratteneva una relazione con la sua sorellastra Augusta, dalla quale ebbe una figlia. Essi non nascosero la relazione finendo per sconvolgere la società del tempo. Nel 1815 sposò Annabella Milbanke. La coppia ebbe una figlia, Ada, ma si separarono presto, già nel 1816. Le voci che circolavano per cui avvenne la separazione raccontavano di adulterio, abusi, incesto e sodomia.

I costanti scandali e gli enormi debiti costrinsero il poeta a lasciare l’Inghilterra nel 1816, per non tornare mai più nei successivi otto anni che tuttavia si sarebbero rivelati i più produttivi della sua vita. Trascorse l’estate sul lago di Ginevra con il poeta Shelley e sua moglie Mary e la sorellastra di Mary, Claire, dalla quale ebbe un’altra figlia.

Byron si spostò poi in Grecia, dove ebbe numerosi amanti adolescenti maschi, e infine in Italia, dove affermò di aver dormito con più di duecento donne. Nel 1819 iniziò la sua opera più famosa: “Don Juan”. L’eroe di Byron è un romantico alla ricerca del vero amore, le cui avventure includono un naufragio, l’incontro con i pirati, la schiavitù e un harem turco. Il poema ebbe un successo immediato grazie alla sua satira sociale oscena, l’umorismo irriverente e gli effetti pirotecnici delle parole.

Nel luglio del 1823, Byron lasciò l’Italia per la Grecia per unirsi agli insorti greci che combattevano per l’indipendenza dall’Impero Ottomano. Usò i suoi beni per finanziare la loro lotta, ma contrasse la malaria e morì il 19 aprile 1824, assistito dai medici che gli fecero drenare due litri di sangue con delle sanguisughe. Egli divenne allora un eroe in tutta Europa e migliaia di persone seguirono la sua bara per le strade di Londra.

Nella sua breve vita, lo scrittore ha avuto un enorme impatto culturale sull’Europa, Stati Uniti, America Latina e persino in Cina. Il poeta più famoso della Gran Bretagna ha ancora un’incredibile presa sull’immaginazione letteraria del mondo contemporaneo e, duecento anni dopo la sua morte, mantiene il suo posto forte come sempre nel cuore dei greci.

 Nel 2008 il governo greco ha annunciato che il Byron Day cadesse nell’anniversario della sua morte. Quasi ogni città del paese ha una strada intitolata al poeta, e molti uomini vengono chiamati Vyrona in suo onore. È curioso, tuttavia, che la maggior parte delle sue poesie e delle sue lettere non siano mai state tradotte in greco.

Egli affermava: il grande tema della vita è la sensazione di sentire che esistiamo, anche se nel dolore.

                                    Patrizia Lazzarin

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