
Una collezione originale proveniente dal Museo LaM, il Lille Mètropole Musèe d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut, sarà ospitata nelle sale dell’elegante Palazzo Zabarella, nell’esposizione che aprirà domani al pubblico. L’istituzione francese che si trova nel cuore del parco urbano di Villeneuve – d’Ascq, cittadina ai confini con il Belgio, è ora interessata da lavori di ristrutturazione, anche se presto tornerà ad essere usufruibile, ha detto Sèbastien Faucon, il direttore della stessa, stamani durante la conferenza stampa.
La sua chiusura è diventata un’occasione per vedere a Padova sessantacinque opere di artisti appartenenti alle avanguardie storiche del nostro Novecento. Già dalla prima sala il nostro sguardo ha l’opportunità di farsi catturare dalle forme cubiste di Picasso, Braque, Leger: linee che rifuggono dal restituirci una visione unica delle cose per mostrarne differenti percezioni.
Ritroviamo la forza costruttiva di Cezanne, di cui compare anche la tavolozza di colori che varia dagli ocra, ai grigi, ai beige, con toni verdi e azzurri in alcuni casi, come nel dipinto Pesci e bottiglie del 1909 di Pablo Picasso o la Roche Guyon di Georges Braque del 1909. Nell’opera Il Sacro Cuore di Montmartre, sempre di Braque del 1910, le luci e le forme restituiscono tangibile il fascino di questa chiesa che spicca su una collina del quartiere parigino che lega il suo nome all’arte e alla vita bohemien.

Pablo Picasso, Pesci e bottiglie, 1909, particolare
Fernand Leger, vicino al cubismo, ma anche al futurismo, usa invece una linea nera per definire i contorni e si avvale di contrasti di colori vivaci, come nella Donna sdraiata che ammiriamo a Palazzo Zabarella. Essa, come altre opere che egli realizzò nel periodo tra il 1912 e il 1914, gli valse l’appellativo di “tubista” per le caratteristiche forme cilindriche.
Sei sono le opere di Picasso che potremmo scoprire e un’intera sala è dedicata ad Amedeo Modigliani dove ci sembra, per ironia, essere osservati dagli occhi assorti delle donne e degli uomini raffigurati nei suoi quadri. Occhi dentro volti scolpiti, poggiati su colli eretti che restituiscono la monumentalità della statuaria accanto alle linee morbide che disegnano corpi sensuali.
Il museo francese Lam è stato fondato nel 1983 grazie al lascito di Geneviève (1922 – 2003) e Jean Masurel (1908 – 1991), una famiglia di industriali francesi. Esso comprende anche le collezioni che erano state ereditate da Roger Dutilleul (1872 -1956). Quest’ultimo fu uno dei maggiori sostenitori del cubismo, quando le opere dei suoi autori non erano così note e costose. Jean Masurel, figlio di Francoise, la sorella minore di Dutilleul, incomincio ad acquistare le prime opere d’arte nella Parigi degli anni ’20 e, seguendo lo spirito dello zio, si interessò ad artisti come Picasso, Braque, Lèger, Andrè Bauchant e poi Bernard Buffet.

Amedeo Modigliani, Nudo seduto con camicia, 1917
In seguito collezionò anche opere di altre correnti dell’arte contemporanea e nel museo che aveva costruito anche per desiderio dello zio, è stata riunita un’importante raccolta di Art brut.
Art Brut che in inglese è definita Outsider Art, è un termine coniato da Jean Dubuffet che a partire dal 1945 raccolse dipinti, disegni e statue al di fuori dai circuiti del mercato dell’arte. Sono opere che si basano su un’invenzione spontanea e originale, lontana dall’imitazione delle opere d’arte che si vedono nei musei. Il LaM dal 1999 ne comprende nel suo patrimonio una raccolta. Essa è costituita da oltre 3.500 opere donate dall’associazione L’Aracine creata da Madeleine Lommel, Claire Teller e Michel Nadjar. Attualmente il LaM possiede 8.500 opere che spaziano dall’arte contemporanea all’arte moderna e all’art brut.

Fernand Leger, Donna seduta con mazzo di fiori, 1924
L’esposizione suddivisa in sei sezioni dalla sua curatrice Jeanne – Bathilde Lacourt, responsabile anche al LaM della parte relativa all’arte moderna, ci offre l’opportunità di conoscere e approfondire l’evoluzione cubista grazie ai lavori di Lèopold Survage, Eugène Nestor de Kermadec, Francisco Bores e le pietre policrome di Henri Laurens. Vedremo poi artisti di altri movimenti delle avanguardie, come Alexander Calder e Joan Mirò.
Non possiamo infine ricordare quei pittori, come Sèraphine de Senlis, Gertrude O’ Brady, Auguste Lesàge e Simon Victor, artisti autodidatti che si distinsero per un’arte spontanea che venne definita naif.
La Mostra Modigliani, Picasso e le voci della Modernità dal Museo LaM è organizzata da Palazzo Zabarella e LaM e sarà visitabile fino al 25 gennaio 2026.
Patrizia Lazzarin
