LETIZIA BATTAGLIA. L’opera: 1970-2020

Un racconto composto da oltre 200 fotografie tra vita privata e impegno professionale e civile: dal 18 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026 arriva al Museo Civico San Domenico di Forlì la grande fotografa siciliana Letizia Battaglia con una mostra che sarà la prima tappa italiana dopo i due appuntamenti di Tours e Arles. Ideata e prodotta da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e dal museo Jeu de Paume di Parigi, con la collaborazione dell’Archivio Letizia Battaglia, è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì col Comune di Forlì.

 La rassegna a cura di Walter Guadagnini, esplora l’intero percorso creativo di Letizia Battaglia (1935 – 2022) attraverso fotografie, libri, giornali e riviste provenienti dal suo archivio, testimoniando la continuità del suo impegno civile.

Il giudice Giovanni Falcone ai funerali del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia. Palermo, 1982

Presentata nel 2024 al Jeu de Paume di Tours e al festival internazionale Rencontres d’Arles nel 2025, per la tappa forlivese il progetto è stato aggiornato e arricchito arrivando a comprendere alcune fotografie inedite, 22 riviste con cui la fotografa ha collaborato e delle quali in alcuni casi è stata anche fondatrice ed editrice, nonché un docufilm sulla sua vita.

Letizia Battaglia esordisce tra Palermo e Milano all’inizio degli anni Settanta, realizzando reportages sull’evoluzione dei costumi per diverse riviste italiane, per le quali scriveva gli articoli e scattava le fotografie.

Il periodo più noto del suo lavoro inizia qualche anno dopo, a Palermo, sua città d’origine dove torna a vivere definitivamente nel 1974. Inizia qui la sua storica collaborazione con il quotidiano L’Ora, segnata dalle sue fotografie sui tragici eventi di mafia che hanno insanguinato il capoluogo siciliano per più di un decennio. Immagini divenute drammaticamente celebri, nelle quali la cronaca si unisce alla denuncia, in una coraggiosa interpretazione del lavoro di fotoreporter, peraltro realizzato da una donna all’interno di un mondo prevalentemente maschile. 

A fianco di questi scatti che hanno reso Letizia Battaglia una fotografa nota in tutto il mondo, la mostra vuole però mettere in luce anche il suo desiderio di ritrarre Palermo e la Sicilia nella varietà della loro anima: così documenta e racconta con amore e gioia la miseria e la nobiltà, la bellezza dei volti, le tradizioni e le feste religiose, restituendo anche un importante resoconto della vita in un ospedale psichiatrico. Le sue immagini non sono solo scatti rubati alla vita di tutti i giorni, diventano icone e simboli di un territorio ferito e fiero, intriso di contraddizioni, dove la violenza convive con la grazia, e il dolore con una struggente vitalità.

Vincitrice nel 1985 del prestigioso premio di fotografia umanista W. Eugene Smith, Letizia Battaglia si è aperta al mondo – dall’Unione Sovietica agli Stati Uniti, dalla Turchia all’Islanda – mantenendo però salda la propria poetica, che lei stessa descrive in questi termini: “La fotografia diventa o, meglio, è la vita raccontata: m’infilo in una fotografia che è il mondo, cioè, io divento il mondo e il mondo diventa me”.

Rosaria Schifani, vedova dell’agente di scorta Vito, ucciso insieme al giudice Giovanni Falcone, Palermo, 1992

 Dalla metà degli anni Ottanta in poi, Letizia Battaglia ha affiancato all’attività di fotografa un diretto impegno politico e civile: assessore nella giunta di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando nel capoluogo, consigliere regionale, ha fondato riviste, una casa editrice e, nel 2017, il Centro Internazionale di Fotografia nei Cantieri Culturali alla Zisa, tutti impegni che offrono una nuova prospettiva sulla sua storia e produzione.

Letizia Battaglia muore a Palermo il 13 aprile 2022. Lo straordinario patrimonio frutto della sua opera e della sua vita fa ormai parte della storia della fotografia e della società italiana.

Come scrive Walter Guadagnini in catalogo “La fotografia di Battaglia,  … è certamente una fotografia d’azione, che nasce però prima di tutto dal binomio parola e immagine […].

Gianfranco Brunelli, Vicepresidente della Fondazione e Direttore delle Grandi Mostre, sottolinea come l’esposizione dedicata a Letizia Battaglia rappresenti un ulteriore e significativo capitolo del percorso di approfondimento sui grandi maestri della fotografia contemporanea, avviato nel 2023 con la retrospettiva dedicata all’americana Eve Arnold – un’altra straordinaria interprete del Novecento e testimone di uno sguardo femminile forte e consapevole.

Patrizia Lazzarin