CARISSIMO DOTTOR JUNG  

di SANDRA PETRIGNANI

Lo potremmo definire un’elegia al tempo che passa o, se volessimo rendere più autorevole il nostro discorso, citare la massima dell’antico filosofo greco Eraclito: πάντα ῥεῖ , “tutto scorre”, che spiega l’idea di un universo in cui tutto è in continuo mutamento, come un fiume che si modifica ad ogni istante, mentre segue il suo percorso. Carissimo dottor Jung, l’ultimo romanzo della scrittrice Sandra Petrignani, edito da Neri Pozza, affascina già dal titolo perché l’opera del famoso psicanalista continua ad esercitare un forte interesse per la sua visione del mondo e dell’io ed, ogni scritto su di lui, sembra annunciare nuove rivelazioni.

Nel romanzo facciamo subito una singolare scoperta: la percezione di un tempo prezioso che viene assaporato per la sua capacità di dare la misura e il valore della nostra vita. Il tempo si lega all’interiorità dell’individuo, disegna lo spazio dove egli si muove, a partire dalla sua nascita fino al suo abbandono.

Petrignani raccontando l’ultimo periodo dell’esistenza di Jung ne restituisce la profonda umanità, la ricchezza delle sue amicizie, gli amori, il pensiero, ci fa entrare nella sua casa e quasi ci sembra di poter ragionare, insieme a lui, sui temi che sono stati oggetto delle sue riflessioni.

Egle che nel libro ci svela le trame di una vita esemplare, è una scrittrice e nella casa dove è andata a vivere da poco, ha conosciuto Lorenza, una donna che nonostante superi gli ottant’anni, è vivacissima, ricca di idee e di storie di un’esistenza che ha saputo raccogliere a piene mani, amori e vicissitudini, conservando il sorriso e l’amore per la vita.

Il caffè del tempo che Passa … meraviglioso. Non “perduto” semplicemente “che passa”. Egle e Lorenza, entrambe non più giovani, anche se Egle potrebbe essere quasi la figlia di Lorenza, si trovano un giorno, in un locale lungo il Tevere che possiede un nome veramente allusivo allo scorrere dell’esistenza. Nascono ricordi di poesie ascoltate che cominciano proprio così: nulla sappiamo di questo svanire. L’autore è Rilke. Dentro le esistenze di Jung, Egle, Lorenza si legge il desiderio di risposte capaci di dare un senso alla vita e al suo finire.

Nel romanzo incontriamo tante donne. Jung ha avuto tante donne. Ognuna di esse ha colori speciali o ruoli importanti nella vita dello psicanalista, a cominciare da Christiana Morgan, sua paziente negli anni Venti e poi sua seguace. Nel libro Petrignani immagina che lei ritorni, trent’anni dopo la prima terapia, a Küsnacht, nella casa sulla sponda del lago, perché vuole rivedere un’ultima volta l’uomo che l’aveva aiutata a dare un significato alla sua esistenza …

In precedenza, Petrignani aveva spesso scelto protagoniste femminili, come ad esempio in La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, romanzo finalista al premio Strega 2018. Tuttavia, In Carissimo dottor Jung, dove la figura principale è un uomo, la presenza femminile rimane forte e tratteggiata in maniera positiva.

Tra esse Sabina Spielrein, la ricca ebrea russa che mentre era ricoverata nell’ospedale di Jung per curare la propria isteria, divenne da paziente amante e poi allieva. Emma Rauschenbach, che di Jung fu la sposa paziente, Marie-Louise Von Frank sua allieva prediletta, continuatrice del suo lavoro e che lo psicanalista incoraggiò a vivere con un’altra sua allieva, Barbara Hannah. Altra figura fondamentale, forse la più fondamentale di tutte, fu poi Toni Wolff. Ruth Bailey, una nobildonna inglese incontrata nel 1925 durante un viaggio in Africa si prese cura di lui, su indicazione della moglie, quando Jung iniziò a stare male.

Un aspetto che sicuramente non passa inosservato nel libro è l’importanza che viene attribuita all’elemento acqueo, sia per Egle, Lorenza e in particolare per Jung, sia esso il fiume o sia il lago, perché capaci di creare una comunione con la Natura e di restituirne il senso panico, di fusione con essa. Ritroviamo in esso l’habitat della nostra”anima”.

                                                               Patrizia Lazzarin