Premio Giuseppe Šebesta per il cinema antropologico – 1a edizione

Al  METS – Museo etnografico trentino San Michele si svolgerà dal 27 al 30 novembre la prima edizione del Premio Giuseppe Šebesta per il cinema antropologico, una nuova rassegna dedicata alla produzione cinematografica e audiovisiva etno-antropologica.

Il Premio è intitolato a Giuseppe Šebesta (Trento 1919 – Fondo 2005), etnografo, regista, artista, narratore e fondatore nel 1968 del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – oggi METS. La sua eredità intellettuale attraversa discipline, luoghi e linguaggi e a lui si ispira un riconoscimento che esamina documentari cinematografici e televisivi, opere di antropologia visuale e progetti capaci di raccontare identità, tensioni e trasformazioni delle società contemporanee.

Accanto alle sezioni principali, il Premio Giovani è riservato alle opere prodotte da scuole di cinema, università e accademie.

Tra quasi duemila candidature, sono stati individuati 12 medio e lungometraggi7 cortometraggi e 7 opere ammesse alla sezione Giovani.

 Le opere principali saranno valutate da una giuria prestigiosa, che vede come presidenti Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, duo artistico di riferimento nel cinema documentario contemporaneo. Accanto a loro siederanno Ivelise Perniola, studiosa e docente di antropologia visuale, Patrizia Quattrocchi, filmmaker e ricercatrice e Luca Ferrario, esperto di programmazione e direzione di festival cinematografici.

 La giuria dedicata al Premio Giovani sarà invece composta da studenti, chiamati a confrontarsi con il linguaggio audiovisivo e a esercitare uno sguardo critico su opere coetanee.

Il concorso ha registrato una partecipazione straordinaria: 1.987 opere provenienti da 115 Paesi, un mosaico di sguardi che conferma la vitalità del cinema antropologico nel mondo. Nello specifico, sono pervenuti 781 documentari di medio e lungometraggio1.186 cortometraggi e 20 opere studentesche. Una risposta imponente, che testimonia l’urgenza, diffusa e globale, di indagare il reale attraverso l’immagine.

Il Premio mette in palio cinque riconoscimenti nelle categorie dei medio e lungometraggi e dei cortometraggi documentari:

– medio e lungometraggi: primo premio da 3.000 euro, secondo da 2.000 euro, terzo da 1.000 euro;

– cortometraggi documentari: primo premio da 1.500 euro, secondo da 1.000 euro.

– per il Premio Giovani sono previsti un primo premio da 1.000 euro e un secondo da 500 euro.

Per quattro giorni, da giovedì 27 a domenica 30 novembre, il METS si trasformerà in un luogo di attraversamento di culture, storie e sensibilità. Tutti i film selezionati saranno proiettati nelle sale del museo, offrendo al pubblico un panorama ricco e sfaccettato sui temi che animano la ricerca antropologica contemporanea.

Il programma prevede, per venerdì 28 novembre alle ore 18.30, la proclamazione dei vincitori del Premio Giovani, un momento dedicato alla creatività emergente e alla formazione degli autori di domani. Il pomeriggio di sabato 29 novembre, alle ore 17.00, rappresenterà il cuore della manifestazione: saranno annunciati i vincitori delle categorie principali e sarà assegnato il Premio assoluto del Concorso.

Questa prima edizione del Premio Šebesta nasce dalla consapevolezza che il cinema antropologico resti oggi uno strumento decisivo per leggere il mondo, restituendo complessità e profondità alle comunità umane. Il Premio non si limita a valorizzare opere d’autore, ma desidera costruire un terreno di confronto tra studiosi, cineasti, giovani autori e pubblico.

La rassegna invita a recuperare la lentezza dell’osservazione, l’ascolto, la capacità di cogliere la trama delle relazioni.

 “Il Premio “Giuseppe Šebesta per il cinema antropologico” è l’ultima iniziativa che il METS sta mettendo in campo per valorizzare al meglio le proprie peculiarità culturali. Parlare di cinema antropologico significa parlare di uomini e donne colti nel loro vivere quotidiano, come amava fare Šebesta quando percorreva le vallate delle nostre terre alla ricerca delle tradizioni, degli strumenti, delle abitazioni, dei lavori. Un modo modernissimo per fare ricerca antropologica e soprattutto per avvicinare il pubblico a questa scienza dalla mille sfaccettature, ha sottolineato Amistadi.

 “Quanti giungeranno al METS, dal 27 al 30 novembre prossimi, vi troveranno un mondo dentro o meglio vi troveranno “il” Mondo. Reso più vicino, a portata di mano e di sguardo da ventisei film antropologici provenienti da Indonesia, Francia, Brasile, Germania, Cuba, Italia, India, Egitto, Marocco, Georgia, Perù, Spagna, Venezuela, Bolivia, Olanda, Iran, Cile, Messico, Guinea, Portogallo – ha spiegato Rossitti -. Non sono solo documentazione, ma ponti che mostrano la comune umanità al di là delle distanze geografiche”.

                                                              Patrizia Lazzarin