
Quasi una piroetta, un volteggiare senza essere colti nel nostro affaccendarsi, è la vita umana. In visita, il romanzo di Maurizio Serra, edito ad ottobre da Neri Pozza, dovrebbe essere un romanzo in tre capitoli. Usare il condizionale sembra opportuno. La narrazione appare intrigante, racchiusa in differenti momenti che mettono in scena il teatro dell’umano, dove chi racconta o è raccontato, è spesso una persona non più giovane, oltre la sessantina, quasi sempre un uomo, se si esclude la figlia del protagonista del primo racconto.
Il colore opaco che ne tinge le sue giornate sembra estendersi anche il mondo intorno che, in alcuni casi appare irreale, nutrito di sogni ed avvertimenti. Si respira un’aria che ricorda i romanzi che combinano elementi soprannaturali mescolati all’umorismo nero, come ad esempio nel famoso libro: Il maestro e Margherita dello scrittore russo Michail Bulgakov.
Nella narrazione di Serra compare prepotente a volte, altre più sfuggente, allusivo, il motivo delle persecuzioni politiche. Il rogo dei libri nelle piazze e le uccisioni sommarie di gente storpia descrivono un mondo dove le consuetudini della gente comune non vengono intaccate da avvenimenti mostruosi, quasi potremmo pensare non sappiano o non ritengano reale ciò che accade intorno a loro.
Suona qua e là il campanello d’allarme che, al pari di una cartina al tornasole, si macchia del colore dell’indifferenza. La violenza e la ferocia si incarnano in persone apparentemente impensabili, si annidano nei giovani che diventano veicoli di morte. Il pensiero corre subito al nostro tempo e alle strumentalizzazioni delle menti di adolescenti e bambini nelle azioni di terrorismo e nelle guerre.
Nasce da queste pagine ricche di citazioni letterarie e descrizioni di paesaggi e figure femminili affascinanti, lo spettro inquietante di una mancanza di significato del mondo. A volte il male si consolida in azioni che indicano chiaramente il loro carattere criminale, altre si nasconde e si confonde in persone, rappresentanti di una borghesia ricca, priva di valori, inconsapevole e lontana dall’aspirazione di assegnare un valore utile alla propria esistenza.
Maurizio Serra diplomatico e primo italiano che ha avuto l’onore del titolo di Immortel che viene conferito ai Membri dell’Accademia Francese, è autore di numerosi libri premiati e tradotti in differenti lingue.
Anche nei suoi saggi: Il caso Mussolini o Scacco alla Pace. Monaco, si intuisce l’intenzione dello scrittore di far emergere ed evidenziare quali sono i rischi per l’uomo comune. Uomo che conduce una vita spesso agiata, o comunque priva di problemi evidenti, un qualunquista, nella sostanza, di una nuova generazione.
La scelta di protagonisti non più giovani sembra acuire questa percezione, quasi che l’esperienza e l’età complichino ulteriormente le vicende e, l’accontentarsi o l’apatia rimangano le soluzioni rimaste nel cassetto. Uomini forti all’apparenza, in realtà fragili e soli.
Cultura o analfabetismo? Chi sono i potenti che bruciano i libri? Analfabetismo auspicato o temuto che illumina un mondo segnato dall’oscurantismo.
Il singolo e la società sembrano ancora mostrare, dopo e nonostante la ferocia delle guerre mondiali, le crepe di un mondo in bilico, “lietamente” inconsapevole della minaccia.
Patrizia Lazzarin
