HAIR THE TRIBAL LOVE

HAIR The Tribal Love – Rock Musical nella nuova edizione, è un’esperienza corale, quasi tribale, indigena, intesa a far risaltare i valori della pace, dell’amore e della libertà. Ideali che sembrano rifarsi a un mitico Eden, ossia ad un paradiso perduto che si immagina prerogativa degli esseri umani. Lo spettacolo rappresentato ieri sera al Teatro Comunale di Vicenza con la regia di Simone Nardini, rimette in scena la fortunata produzione, ma con uno spirito nuovo.  

Il musical, a quasi 60 anni dal suo debutto nel 1967, si caratterizza come un’espressione della controcultura hippie degli anni ’60. Venne scritto da Gerome Ragni, James Rado e Galt MacDermot e al suo interno si riconoscono canzoni simbolo delle passate generazioni, come Aquarius, Let the sunshine in e I Got Life, diventati in particolare, inni del movimento contro la guerra in Vietnam e contro tutte le lotte fratricide.

Si respira infatti, ascoltando il musical, un clima di fratellanza anche se a volte caotica, estremamente giovane, in cui i ballerini e i cantanti si muovono compatti nel disegnare coreografie che sembrano far spazio ad un mondo diverso.

La storia originaria di HAIR, come sappiamovede come protagonisti un gruppo di hippies di New York, alla fine degli anni ’60. Essi sono la voce di una ribellione pacifica contro la guerra e il conservatorismo della società americana.

Il canovaccio della narrazione nella nuova interpretazione data dalla produzione Simone Nardini MTS ENTEIRTAIMENT non ha una trama lineare, e quindi a volte, come ha detto il regista, potrebbe per alcuni, sembrare ostico.

Emerge tuttavia soprattutto la volontà di far risaltare la coralità di questi giovanissimi hippy che si battono per l’amore libero e fanno uso di droghe, ma che desiderano soprattutto la pace e la possibilità di vivere come desiderano.

Anche le parole delle canzoni, a volte, si fondono nel ritmo della musica della band che suona dal vivo ed è  diretta da Eleonora Beddini.

Spiccano al contrario fra gli hippy, le figure di Claude, Berger e Sheila.

Claude, in particolare deve scegliere se opporsi alla leva militare, come hanno fatto i suoi amici o servire il suo paese in Vietnam, rischiando la vita e andando contro i suoi principi etici.

Lo spettacolo che si avvale delle coreografie di Valentina Bordi e della direzione canora di Eleonora Mosca, si fonda su un cast di giovani interpreti, selezionati attraverso quattro mesi di audizioni, tra più di 300 talenti con background artistici molto diversi.

Il musical come ha dimostrato anche la serata di ieri sera nel teatro di Vicenza, colmo di presenti, ha una lunga storia felice, a partire dal suo debutto nel 1968, seguito da 1750 repliche fino al 1972, che hanno visto nei cast che si sono succeduti, la presenza di artisti come Keith Carradine, Barry Mc Guire e Meat Loaf.

La prima edizione italiana andò in scena al Teatro Sistina a Roma nel 1970 e tra gli interpreti ci furono Loredana Berté, Renato Zero e Teo Teocoli. Miloš Forman realizzò una versione cinematografica di Hair nel 1979, con Treat Williams, John Savage e Beverly D’Angelo.  

                                                                             Patrizia Lazzarin