UN ALCHIMISTA E TRENTOTTO ALCHIMISTE.
L’ARTISTA ANSELM KIEFER A PALAZZO REALE

L’ampia sala delle Cariatidi a Milano, un tempo salone da ballo per le grandi feste di Palazzo Reale e poi gravemente danneggiata dai bombardamenti degli alleati nel 1943, diventa il luogo abitato dalle grandi alchimiste del passato. Quarantadue teleri che in altezza raggiungono quasi il soffitto, ci rivelano un pezzo di storia che solo i recenti studi degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, hanno contribuito a rendere noto.
L’artista tedesco Anselm Kiefer ha realizzato delle monumentali tele appositamente per questa sala, prima studiando le biografie delle alchimiste e poi, scegliendo fra le molte, quelle che l’hanno impressionato maggiormente.
Chi sono le alchimiste? Donne di alto rango come Caterina Sforza, autrice di più di 450 ricette, ma anche donne subalterne, tuttavia custodi di saperi antichi. Esse, a differenza dei colleghi uomini, non si occuparono tanto della ricerca della pietra filosofale o dell’elisir di lunga vita, ma preferirono la sperimentazione che aveva come fine la qualità della vita.
Non è la prima volta che l’artista sceglie la figura femminile come soggetto delle sue opere. Prima aveva realizzato il ciclo delle donne dell’antichità, delle regine di Francia, le donne delle macerie e della rivoluzione con il desiderio di far emergere queste figure femminili ricoperte dall’oblio del tempo, in una sorta di risarcimento. Ora protagoniste sono le alchimiste, donne che si distinsero nelle scienze della chimica, della fisica e della medicina, apprezzate anche nel tempo in cui vissero.

Il titolo con cui ha definito la curatrice Gabriella Belli la mostra: 1 alchimista (uomo) e 38 alchimiste allude anche all’arte di Kiefer che si svela nel suo formarsi come un processo alchemico dove i differenti materiali adoperati sono gli strumenti per una trasformazione che si allaccia al pensiero filosofico nei tempi della nascita, morte e rigenerazione.
Qui, più che altrove, Kiefer ha dunque, attraverso sua opera, tratteggiato il suo autoritratto, annullando la distanza fra sé e quanto creato.
La mostra che si aprirà nella sala delle Cariatidi sabato 7 febbraio conferma il successo di Kiefer che, mi piace ricordare, nel Pantheon di Parigi, ha sei vetrine monumentali con le sue opere che costituiscono un omaggio alla memoria, in particolare ai soldati della Prima Guerra Mondiale.
La sua arte si distingue per la capacità di cogliere lo spirito dei luoghi. Si è visto a Venezia nel marzo del 2022, quando ha “rivestito” le pareti della Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale ponendosi in dialogo con i grandi maestri del Quattrocento e del Cinquecento, ossia gli autori della decorazione del palazzo che celebra i fasti della Repubblica di Venezia.
Ancora in Italia, nella mostra di Palazzo Strozzi, a Firenze nel 2024, dal titolo Angeli caduti, Kiefer indagava sul rapporto tra Giustizia Divina e la presenza del Male nel mondo, confermando la sua come una pittura ricca di rimandi alla storia, alla filosofia e alla letteratura.

Tra le alchimiste nella sala delle Cariatidi un ruolo centrale, anche alla luce del legame con la città, riveste Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano. Accanto a lei, Isabella Cortese, a cui è attribuito uno dei più celebri libri di segreti del Rinascimento, Cristina di Svezia, figlia di Gustavo II Adolfo Vasa e di Maria Eleonora di Brandeburgo, che trasformò Stoccolma in un centro di mecenatismo europeo; Margaret Cavendish, una delle pochissime filosofe del Seicento autrice di opere che intrecciavano metafisica, poesia e scienza; Marie Meurdrac, chimica autodidatta e pioniera della divulgazione scientifica femminile e Anne Marie Ziegler, alchimista di corte, nella Germania riformata, condannata al rogo nel 1575, per le sue teorie considerate scellerate.
L’esposizione è promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma e con il sostegno dei Main Sponsor Unipol e Banca Ifis. Essa ha la curatela della storica dell’arte Gabriella Belli e rimarrà aperta fino al 27 settembre 2026.
Il catalogo, pubblicato da Marsilio Arte, a cura di Gabriella Belli, ha al suo interno saggi di Natacha Fabbri, Gabriele Guercio e Lawrence Principe.
In occasione della mostra, Marsilio Arte pubblica il saggio Il seme santo. La poetica di Anselm Kiefer di Massimo Recalcati, un’indagine sull’universo simbolico e artistico del grande maestro tedesco.
Patrizia Lazzarin

