Opere d'arte

LE OPERE DI GUARDI DEL MUSEO DI CALOUSTE GULBENKIAN

Una parte delle Vedute e dei Capricci del pittore veneziano Francesco Guardi appartenenti alla raccolta del Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona e, un tempo di proprietà dell’omonimo mecenate, tornano visibili nelle sale di Cà Rezzonico, il monumentale palazzo barocco che si affaccia sul Canal Grande, dove sulle sue pareti affrescate e nei dipinti appesi, si può godere della bellezza e della maestosità della pittura veneziana.

Queste opere di Guardi sono tutte databili tra il 1770 e il 1790 e appartengono quindi a quello che potremmo definire il periodo d’oro dell’artista.

Francesco Guardi nacque a Venezia nel 1712, figlio di Domenico Guardi e Maria Pichler, nobile ragazza trentina. La famiglia Guardi era una famiglia di pittori da più di un secolo. Originari del Trentino, nel 1643 i Guardi avevano ottenuto un attestato di nobiltà nella persona di Guardo de’ Guardi, padre di Domenico.

Dopo la morte del fratello Gianantonio, capo della bottega, Francesco abbandonerà il genere delle storie sacre e mitologiche per dedicarsi principalmente alla veduta.

Il Canale della Giudecca e la Punta di Santa Marta

Il maestro a cui egli aveva guardato era stato il Canaletto, ma la sua pittura esprime il sentimento di un paesaggio fatto non di pietre, di nuvole e d’acqua, ma di luce avvolgente e di toni preziosi, trasparenti ed argentei, che si costruisce di sensazioni impalpabili, di memorie, perfino di note musicali che si perdono nell’ambiente. La materia pittorica sembra annullarsi, sfaldarsi nella luce del crepuscolo. La veduta diventa la rappresentazione di uno spazio interiore che racconta l’amore per la sua bella Venezia.

Questo modo di operare si coglie  anche nel nucleo di fogli provenienti dai fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museo Correr riferiti a Guardi, come in quello che rappresenta il Teatro La Fenice visibile in mostra. Il segno non è mai meccanico e anche quando è guidato da linee e tiralinee, appare sempre vivace, capace di suggerire non solo la forma ma anche l’atmosfera.

Se all’inizio Guardi si ispira al Canaletto, dopo il 1765 egli si allontana sempre più dalla veduta canalettiana dilatando gli spazi, alterando le proporzioni degli edifici. Anche il colore va modificandosi, abbandonando le atmosfere dorate per diventare più freddo con sfumature madreperlacee.

Nei Capricci, vedute di fantasia, cogliamo una strana sensazione di mistero senza tempo, ai limiti di un mondo in cui la realtà si trasfigura in sogno.

La festa dell’Ascensione in Piazza San Marco

Le opere dell’ultimo grande pittore vedutista veneziano ci accompagnano come nella Festa della Sensa in Piazza San Marco o nella Regata sul Canal Grande, all’interno di una città che con il finire del secolo sigla una storia millenaria. L’immagine che ne consegna è di uno spazio fisico che si sfalda quasi nella luce di un’epoca altra, nuova.

La rassegna apre domani e sarà visibile fino all’otto giugno 2026 a Cà Rezzonico.

                                                          Patrizia Lazzarin

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