CARTOLINE PER LA PACE

Ha inaugurato oggi  Cartoline per la Pace, di Ciriaco Campus, presso la fermata Anagnina della Metropolitana A di Roma (linea Anagnina – Battistini), alla presenza dell’artista Eugenio Patanè.

Un progetto realizzato grazie alla collaborazione di Roma Capitale e ATAC con Nomas Foundation per riflettere sul tempo presente attraverso un’installazione pubblica realizzata dall’artista all’interno dei vagoni di un treno della Metropolitana A di Roma che percorrerà quotidianamente, fino a fine giugno 2026, la linea Anagnina – Battistini.

Si tratta di una serie di immagini di città del mondo realizzate dall’artista, stampate su pellicola adesiva, in cui affiorano sagome di missili come parte naturale del paesaggio, che rivestiranno quasi totalmente i vagoni del treno, creando un ambiente immersivo di grande impatto.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare chi viaggia a riflettere sulla pace come diritto e bene comune più prezioso.

Le immagini realizzate da Campus nascono dall’omonimo ciclo pittorico su cartone del 2023, Cartoline, che ritrae alcune delle più iconiche città mondiali “colonizzate” al loro interno: presenze che percepiamo estranee, silenti e intrusive, e nel contempo inglobate nello skyline urbano.

La riflessione generale muove dal fatto che viviamo in un tempo in cui la pace – conquistata con fatica dopo due guerre mondiali – torna a mostrarsi fragile, condizionata, reversibile.

In molte parti del mondo il riarmo è tornato a occupare il centro del discorso politico, mentre la diplomazia arretra e la minaccia nucleare viene normalizzata come se fosse un male necessario all’equilibrio globale.

Ma la pace non è un’idea astratta. La pace appartiene a ciascuno di noi.

Cartoline per la Pace mette quindi in scena un futuro quotidiano in cui scuole, palazzi, monumenti, stazioni e piazze – simbolo della vita collettiva – appaiono trasformate da spazi di vita a scenari di minaccia.

Il “giallo” che caratterizza le immagini è un colore che identifica lo stato di allarme. È il segno inquietante di un’assuefazione costruita attraverso la continua somministrazione di immaginari tossici diffusi da mass-media, social media, videogiochi, internet, che finiscono per far percepire la guerra come finzione, spettacolo, normalità.

Il progetto invita infine a considerare il riarmo non come un destino inevitabile, ma a immaginare una nuova stagione pubblica fondata sulla cooperazione, sul dialogo e su un impegno concreto per il disarmo globale.

La pace è un diritto politico dell’umanità. È un dovere verso le generazioni presenti e future.

Ogni giorno è un’occasione per difendere la pace come responsabilità condivisa.

Durante il periodo espositivo verranno realizzati momenti di incontro sui temi del riarmo, delle guerre e della pace, rivolti in particolar modo alle scuole.

Patrizia Lazzarin