
Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli diretto da Caterina Riva, presenta due progetti di Ingrid Hora e Silvia Mariotti dedicati ai temi della trasformazione climatica e del rapporto tra essere umano e ambiente.
Vincitrici entrambe della 13ª edizione dell’Italian Council, nell’ambito del programma internazionale di sostegno alla creatività contemporanea italiana promosso dal Ministero della Cultura, le artiste hanno condotto negli ultimi due anni residenze ed esposizioni internazionali, realizzando nuove opere che oggi entrano a far parte della collezione permanente del museo MACTE.

Ingrid Hora, Cloud Catchers
Cloud Catchers è il progetto di Ingrid Hora, a cura di Emanuele Guidi, in cui miti antichi e riflessioni contemporanee si intrecciano per raccontare il rapporto fragile e precario dell’umanità con l’acqua. Inondazioni e siccità, spesso impersonate da figure femminili, si alternano a frammenti di conversazioni con scienziati, ricercatori e psicologi del clima, restituendo la complessità di una crisi che fatica ancora a trovare parole e narrazioni condivise.Ispirata alle fog fences (reti raccogli-nebbia), una tecnologia per la raccolta dell’acqua oggi sperimentata in diverse aree del mondo, la ricerca di Hora si concretizza in un’installazione video a tre canali, accompagnata da interventi scultorei che evocano recipienti utilizzati per condensare e contenere l’acqua.
Le immagini filmate dall’artista nel Mediterraneo, montate come una coreografia visiva, seguono il ritmo incessante di materiali video raccolti da social media e piattaforme scientifiche.
Partendo dagli antichi tentativi dell’umanità di controllare e dominare l’acqua, Cloud Catchers restituisce il ritratto di un presente collettivo segnato da ansia, fragilità ed estremizzazione climatica.
Il progetto è stato promosso da BAR project in collaborazione con Hangar di Barcellona, Eurac Research di Bolzano e Fondazione Dar Bellarj di Marrakech.

Silvia Mariotti, Anime di Cristallo
Anime di Cristallo di Silvia Mariotti, a cura di Matilde Galletti, è un progetto promosso da Karussell APS che indaga la trasformazione della natura attraverso l’esplorazione di ipotetiche forme di vita generate dall’incontro tra elementi naturali e artificiali, umani e non umani.
Ispirandosi alla biodiversità delle isole Azzorre, l’artista costruisce, attraverso fotografie e sculture, ecosistemi ibridi nei quali creature immaginarie – nate dalla fusione di elementi organici e inorganici – appaiono come fossili contemporanei o biomi in continua evoluzione.
Dalla residenza artistica presso il Re-Act Contemporary Art Laboratory sull’isola di Terceira, Mariotti ha raccolto frammenti del territorio trasformando il proprio studio milanese in un laboratorio di sperimentazione.
Attraverso teche e materiali organici, e grazie alla collaborazione con un ingegnere ambientale e una restauratrice, l’artista ha coltivato micro-organismi che hanno colonizzato carte fotografiche, generando paesaggi ibridi e immaginifici ispirati alle caldeiras – le pozze vulcaniche dell’isola di São Miguel.
Grazie anche all’utilizzo di patine inorganiche, capaci di produrre precipitazioni e incrostazioni, Mariotti ha dato forma a un ecosistema mutevole fatto di cristallizzazioni e cianotipie, in grado di sospendere nel tempo ciò che normalmente è destinato alla decomposizione.
Il progetto è stato presentato per la prima volta al MUHNAC – Museu Nacional de História Natural e da Ciência di Lisbona, successivamente allo IAC – Instituto Açoriano da Cultura di Angra do Heroísmo, sull’isola di Terceira (2025), e nei mesi scorsi in una mostra personale presso Rivafiorita a Porto San Giorgio, nelle Marche, per Karussell.
Dal 5 giugno al 26 settembre 2026.
Patrizia Lazzarin
