Mostre

I BRUEGHEL. Le origini dei generi pittorici in Europa

La prima grande mostra dedicata a questa dinastia fiamminga apre i battenti a Milano il 29 settembre a Palazzo Reale.

 Marguerite Yourcenar, la famosa scrittrice fiamminga nel suo romanzo L’opera al nero ricrea con la potenza di una visione, il secolo crudele nel quale visse Pieter Bruegel e precisamente gli anni tra il 1510 e il 1570.

Anni nei quali “si sono verificati alcuni fenomeni storici la cui influenza dura tuttora: la scissione della Cristianità medievale in due parti …; il fallimento della Riforma divenuta Protestantesimo e il parallelo scacco del Cattolicesimo; le grandi esplorazioni trasformate in spartizione del mondo; Il balzo in avanti dell’economia capitalistica…”

Pieter Bruegel, Banchetto di nozze, circa 1568

L’opera di Pieter Bruegel (1525-1569) viene considerata con quella di Van Eyck e Rubens, il vertice assoluto della pittura fiamminga, anche se non è stato sempre così.

Di Bruegel è stato detto che durante i suoi viaggi “ingoiò le Alpi e poi le “rigettò” nei suoi dipinti. E veramente egli studia la Natura con una grande sensibilità per la realtà. Durante i suoi viaggi disegna paesaggi e osserva gli uomini con un’attenzione inusuale rispetto agli artisti contemporanei.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, l’esposizione è un progetto di Bernard Aikema, con la curatela di Carlotta Striolo.

Il percorso della rassegna si snoda nelle sale, attraverso più di  80 opere tra dipinti, disegni e stampe ed evidenzia il ruolo centrale dei Bruegel in un Seicento segnato da nuovi mercati e da una crescente specializzazione artistica.

Vedremo tre generazioni dei Bruegel.

Pieter Brueghel il Vecchio, che trasfigura le visioni di Bosch in un’arte legata alla terra e all’umanità contadina. Una terra amica anche nel gelo dell’inverno, una terra e un cielo dove gli animali lavorano e nutrono l’uomo in amichevole simbiosi.

 I figli Pieter Brueghel il Giovane, nato nel 1564 e Jan Bruegel il Vecchio che vennero avviati alla pittura dalla nonna.

Il primo codificherà e diffonderà i modelli del padre su scala commerciale, consolidando il “brand” di famiglia.  

Jan Brueghel il Vecchio, spirito cosmopolita che divenne a sua volta un pittore di prima grandezza, nei suoi soggiorni italiani ed europei conquisterà committenze prestigiose come quella del cardinale Federico Borromeo.

Nel Seicento la famiglia Brueghel si allargherà dando vita ad una grande discendenza di artisti alla quale appartiene anche David Teniers. In questo modo l’influenza di Pieter Bruegel agì nel secolo successivo molto più in profondità di quanto possa apparire ad una prima analisi.

                                                                  Patrizia Lazzarin

Lascia un commento