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PONTORMO DA OTTOBRE ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Jacopo da Pontormo è stato uno dei principali esponenti della nuova corrente del Manierismo che ha saputo far propri i fermenti culturali e politici di un’Italia di fine Quattrocento e inizio Cinquecento. Un paese che sperimentava allora sulla sua pelle lunghe e dolorose guerre, quelle che scoppiarono con l’invasione francese e si conclusero con il predominio spagnolo nella nostra penisola, durante il quale si distinsero anche episodi particolarmente violenti come il sacco di Roma e l’assedio di Firenze.

A Pontormo che, secondo un’iscrizione che si trovava nel coro della chiesa fiorentina di San Lorenzo, è nato nel 1494 a Empoli e poi morto a Firenze nel 1557, viene dedicata un’ampia rassegna monografica che aprirà i battenti il 9 ottobre a Roma, presso le Scuderie del Quirinale.

Pontormo, Cena in Emmaus

Jacopo e altri manieristi famosi come Andrea del Sarto e Rosso Fiorentino vivono in un’epoca caratterizzata dagli esiti della rivoluzione provocata dalla Riforma di Lutero e dalla conseguente reazione della Chiesa di Roma che culminerà con la stretta voluta dal Concilio di Trento.  Nello stesso periodo si rafforza la minaccia dei turchi e spiccano le lotte interne al servizio di interessi antinazionali.

Da un punto di vista culturale la nuova tendenza si matura nella riflessione della statuaria antica soprattutto ellenistica, con la sua vena patetica, ma anche intrisa di estenuata dolcezza. Sarà fondamentale anche l’influenza di Leonardo da Vinci, come racconta Giorgio Vasari nelle sue Vite elogiando la capacità di Leonardo di dare “alle sue figure il moto e il fiato”. E il grande artista di Anchiano sarà il primo maestro di Pontormo.

La mostra offrirà l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista, insieme a una straordinaria selezione di opere su carta. Oltre al grosso numero di opere proveniente dalle Gallerie degli Uffizi, eccezionali prestiti provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo saranno messi a confronto nelle sale delle Scuderie del Quirinale, a cominciare dal capolavoro più noto e riconosciuto di Pontormo, la Visitazione proveniente dalla Chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, presso Prato.

Pontormo, Ritratto di Alabardiere

Un’opera quest’ultima prodotta dall’artista per la commissione dello speziale Bonaccorso Pinadori, intorno al 1528, dove le figure sono presentate in tutta la loro monumentale grandezza, resa ancora più conturbante da un uso del colore non più naturalistico. Le donne indossano vesti dai colori intensi: verde petrolio, rosa e arancione. Spicca l’intreccio di membra e di stoffe su linee sinuose ed eleganti. La composizione fa propria anche la lezione dell’artista tedesco Albrecht Dürer.

La mostra promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi e prodotta insieme alla casa editrice Electa, è curata da Cristina Acidini, tra i maggiori esperti di Cinquecento fiorentino, con la collaborazione di un team di autorevoli studiosi, fra cui si contano Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani.

                                                                         Patrizia Lazzarin

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