DA PICASSO A VAN GOGH. CAPOLAVORI DAL TOLEDO MUSEUM OF ART

Quella lunga storia che avvicina, oltre l’oceano, l’Europa e l’America si è manifestata nel racconto dell’Arte degli ultimi secoli, mescolando su una tavolozza pennelli e forme, ora reali, ora immaginifiche, nella ricerca di una visione che illumini la consistenza del procedere dell’uomo verso il sentimento della vita.

L’arte moderna europea fa il suo ingresso negli Stati Uniti grazie all’Armory Show, un’esposizione tenutasi a New York nel 1913 che permise al pubblico americano di conoscere le avanguardie artistiche europee come i Fauves, i Cubisti e gli Impressionisti. 

Gli impressionisti, in particolare, costruirono la loro fortuna in America con l’arrivo di circa trecento dipinti a New York, nel 1886, grazie alla mostra organizzata dal mercante d’arte Paul Durand-Ruel. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la capitale statunitense, divenne a sua volta, un incubatore di forme artistiche.

Camille Pissarro, Contadine che riposano, 1881, olio su tela

L’esposizione che sarà visitabile al Museo di Santa Caterina a Treviso e che  è  resa possibile grazie al prestito di 60 opere provenienti dal Toledo Museum of Art, premiato nel 2025 come il miglior museo degli Stati Uniti, narra anch’essa questa vicenda. Essa illustra le affinità fra gli artisti a noi più vicini cronologicamente e quelli che sono diventati icone consacrate dell’arte europea del nostro Ottocento e Novecento.  

Il percorso della rassegna si apre quindi con un capolavoro di Richard Diebenkorn della serie Ocean Park e si conclude, su una parete isolata, con il celebre dipinto Campi di grano con falciatore a Auvers di Vincent van Gogh. Un film realizzato per questa occasione lo spiega nella sala video accanto.

Il film, scritto e diretto dal curatore Marco Goldin, è intitolato Gli ultimi giorni di Van Gogh. Narra delle ultime settimane vissute dal grande artista nel villaggio di Auvers, mostrando la bellezza dei suoi quadri e gli scorci di Auvers, dove l’artista camminava e dipingeva.

Il giallo e l’azzurro dei dipinti di Richard Diebenkorn e di Vincent van Gogh ci invitano ad immaginare una profondità oltre la pittura che appare tangibile.  Essa viene costruendosi con la luce, diventata ora complice e, la materia, per accostarsi a quel limite che Leopardi ha in maniera esemplare indicato nel componimento poetico Infinito, in un confronto continuo tra limite e infinito, tra suoni della realtà e il silenzio dell’eternità.

Paul Cezanne, Viale a Chantilly, 1888, olio su tela

Il Museo di Toledo è ora in fase di ristrutturazione e ampliamento e un nucleo delle sue opere più belle è già giunto in Auckland, in Nuova Zelanda, prima di andare in Australia, ad Adelaide. Treviso sarà la sola città in Europa ad ospitare una raccolta importante del museo statunitense.

In mostra si confrontano Piet Mondrian e i grandi dell’astrazione d’oltreoceano, da Morris Louis a Helen Frankenthaler, a cui seguono alcuni tra i maggiori rappresentanti delle avanguardie: da Picasso a Matisse, da Modigliani a Braque, da Klee a Delaunay.

L’opera di un altro americano, impressionista, William Merritt Chase dialoga  con le opere di Berthe Morisot e Camille Pissarro.  Molti gli artisti simbolo dell’impressionismo e del post impressionismo, da Cezanne a Monet, da Gauguin a Renoir, da Caillebotte a Fantin-Latour per giungere al Realismo  di Hopper. 

La mostra di Treviso contiene numerosi capolavori che ci permettono anche di scoprire in maniera più accurata la pittura americana.  Morris Louis, ad esempio, è uno dei rappresentanti di maggior fascino del secondo espressionismo astratto, componente di quella corrente che è stata definita Color Field Painting, oppure Charles Sheeler, uno tra i maggiori esponenti del cosiddetto Precisionismo.

Vi troviamo rappresentate anche artiste donna, i cui nomi spesso sono dimenticati nei libri d’arte.  Parliamo ad esempio della Natura Morta con fiori e pesche di Victoria Dubourg, moglie del più noto pittore francese Henri Fantin-Latour. O Helen Frankenthaler,  Irene Rice Pereira. Gertrude Glass Greene …

Come ha anche dichiarato, il sindaco della città, Mario Conte: “Con questa mostra, grazie al curatore Marco Goldin, al Museo di Toledo e ai numerosi sponsor, a Treviso si è realizzata un’esposizione che esprime Bellezza”.

Robert Delaunay, La città di Parigi, 1911 circa, olio su tela

Dentro la mostra …

Attraversiamo spazi dove la nebbia e la luce plasmano il paesaggio, come in: Baltico, un ricordo di Lyonel Feininger. Percepiamo la consistenza morbida e allo stesso tempo tagliente della pittura del surrealista franco- statunitense Yves Tanguy. Conosciamo la poeticità dei quadri di paesaggio e di figura, del francese Pierre Bonnard, nell’opera: il Ratto di Europa o dello statunitense William Merritt Chase: Sulla spiaggia di Shinnecock.

La Città di Parigi si confonde nel quadro omonimo con i corpi nudi scolpiti da flash iridescenti, sullo sfondo della Tour Eiffel, nel quadro  di Delaunay, mentre i ritratti ci consegnano luoghi intimi.

Nell’ultima sala, l’ottava, Sentiero a Shantilly di Paul Cezanne e Strada a Tahiti di Paul Gauguin, diventano racconti misteriosi di una matrioska disponibile a raccontarci ulteriori verità.

                                                                            Patrizia Lazzarin