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LUCY SANTE: UN SEGRETO COME UN MACIGNO

Luc Sante, ora Lucy, è probabilmente un caso pressoché unico di persona letteraria ad aver scritto un’autobiografia sia da uomo che da donna.

L’ho scoperta tra le pagine del mensile Speak Up.

Lucy Sante è una scrittrice e fotografa statunitense di origine belga, emigrata nel New Jersey nei primi anni ’60. Da bambina, studiava solo francese, ma finì per eccellere in inglese al punto che insegnò scrittura di saggi al Bard College di Ney York per quasi venticinque anni. Collaboratrice costante della New York Review of Books, tra le sue pubblicazioni figurano una biografia di New York City dall’inizio del XIX al XX secolo intitolata Low Life: Lures and Shares of Old New York (1991), ossia Attrattive e azioni della vecchia New York.

Pubblicò l’anno successivo una raccolta di fotografie di vittime di suicidi e omicidi accaduti dal 1914 al 1918 intitolata Evidence e una raccolta di saggi intitolata Kill All Your Darlings (Uccidi tutti i tuoi cari): Pieces 1990-2005 (2007).

Nel 2002, la scrittrice ha lavorato come consulente storica per il film di Martin Scorsese sulle gang di New York.

Il libro più recente di Sante è quello che lei definisce un “memoir trans”. Intitolato “I heard her Call My Name. A Memoir of Transition”, descrive come nel 2021, all’età di sessantotto anni, Sante abbia compiuto la transizione di genere cambiando il suo nome da Luc a Lucy. Il libro ha riscosso un notevole successo ed è stato finalista nella categoria autobiografia del Premio Pulitzer.

Fra i suoi primi libri,  Low Life fa riferimento alla popolazione ispanica. È il mondo visto dal punto di vista della classe operaia dove la  criminalità è inevitabile nella vita dei poveri.

Ogni quartiere in cui si era trasferita a New York era a maggioranza dominicana, e non lo era più quando se ne era andata. Si considera parte di un processo di gentrificazione. West Harlem era afroamericana fino a venti o trent’anni fa, mentre ora è quasi completamente dominicana.

I portoricani sono ormai quasi invisibili come gruppo a New York, perché si sono tutti affermati nel mondo e si sono trasferiti in periferia, che a differenza di quanto accade nelle città europee, negli Stati Uniti non sono aree economicamente depresse, ma sono generalmente quartieri residenziali.

Sante sta attualmente scrivendo un libro sull’iconica band newyorkese The Velvet Underground. È rimasta affascinata dalla scena dei club newyorkesi tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, in un periodo in cui la criminalità era all’ordine del giorno in città.

Nelle sue recenti memorie, pubblicate nel 2024, Sante esplora il tema del genere e cerca di comprendere perché ha deciso di fare la transizione in età avanzata.

In generale, non ritiene che ci siano molte problematiche di genere nelle sue opere. Non si considerava molto brava ad essere un uomo. La transizione di genere ha certamente cambiato il suo rapporto con gli altri. Ora non è più paralizzata dalla timidezza come lo era stata per sessantasei anni, e in parte ciò è dovuto al fatto che ha abbandonato questo enorme segreto che si era portata dietro come un macigno per decenni.

                                                                               Patrizia Lazzarin

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