FRANCISCO DE ZURBARAN ALLA NATIONAL GALLERY

La prima grande mostra monografica del Regno Unito sull’artista Francisco de Zurbarán, attesa da tempo, uno dei principali pittori della Spagna del XVII secolo insieme a Diego Velázquez e Bartolomé Esteban Murillo, sarà ospitata alla National Gallery di Londra.
“Che siano alti tre metri o abbastanza piccoli da poter essere tenuti in mano, i suoi dipinti sono straordinariamente potenti” – ha dichiarato Francesca Whitlum-Cooper, curatrice, nel museo londinese, della sezione dedicata alla pittura italiana, spagnola e francese del secondo dopoguerra.
Il secolo del Settecento designò questo artista come il Caravaggio spagnolo, “il discepolo di Roelas”.

Natura morta con aranci e limoni
Nell’esaminare il ciclo di San Pedro Nolasco, nel chiostro piccolo della Merced Calzada di Siviglia, Palomino, pittore e teorico dell’arte spagnolo, scriveva nel 1724: “È ’incantevole esaminare le vesti dei religiosi che pur essendo tutte bianche, si distinguono le une dalle altre secondo l’intensità, con tanta ammirevole precisione di tratti, colore e fattura …”
Un secolo dopo i romantici lodarono la sua rinuncia a riprodurre gli aspetti mondani della società e ne esaltarono il carattere ascetico e tormentato. Scriveva Teophile Gautier:“Monaci di Zurbaran, bianchi certosini che passate nell’ombra silenziosa sulle lapidi dei morti, sussurrando dei Pater e degli Ave …
I cubisti lo porteranno in auge per la genialità nel creare differenti piani colorati e nel dare volumetria alle composizioni.

Zurbaran trascorse la sua esistenza in gran parte all’ombra dei monasteri a dipingere soggetti religiosi, a condividere con i monaci, in un lungo processo di integrazione e immedesimazione, fatiche e sensazioni quotidiane. Si mosse dall’Estremadura all’Andalusia, dalla provincia alla capitale, sposandosi tre volte, avendo dieci figli, conoscendo l’agiatezza, la solitudine e gli orrori della peste.
Dal 2 maggio al 23 agosto 2026, cinquanta opere provenienti da collezioni pubbliche e private, come dal Musée du Louvre e dall’Art Institute di Chicago, fra cui si contano imponenti pale d’altare, nature morte e santi a grandezza naturale, saranno visibili nel loro peculiare linguaggio al pubblico dei visitatori.
Nessun altro pittore ha dato tanto spazio al mondo chiuso e riservato dei monasteri. È riuscito a trasporre in pittura la variegata gamma di abiti, volti ed espressioni, le atmosfere e lo spirito delle celle e dei chiostri dei diversi ordini, gesuiti, certosini, francescani, domenicani, mercedari, trinitari e geronimiti che affollarono la Spagna della Controriforma.
Patrizia Lazzarin

