
Una trama di emozioni sospese, tracciate con levità sul piano del cuore. Sono i suoni che nascono fra le betulle di una torbiera, dentro una villa fatiscente, ma ricca di storie, dove ogni oggetto che con l’uso e il tempo ha perso la sua fisionomia, rivive dentro la pelle dei suoi abitanti, diventando eco di un mondo magico.
Il piccolo Hannes Prager, figlio della giovane studentessa Fritzi Prager, sente dentro di lui la musica che nasce dalla vita, dal suo scorrere e dalle relazioni con le persone.
In questo universo che ci appare unico, sono semplici cose a creare i sapori del vivere. Heinrich Hildebrand il vecchio signore che abita la villa nella torbiera si presenta a noi facendosi assaporare la peculiarità di un luogo dove popolano le gru e le gallinelle selvatiche.
Tutto sembra inselvatichito, ma dentro quel mondo si avverte quasi fisicamente la sostanza di ogni essere vivente o oggetto. Ci invitano a penetrarlo il profumo che promana dalla pasta con la mollica tostata cotta da Fritzi o le mani nelle prugne, sempre troppo mature, quando vengono raccolte.
Dopo l’arrivo nella casa della torbiera dei piccoli Hannes e Polina figli di Fritzi e della sua amica Güneş, quella vecchia residenza si anima di caldi sentimenti che risvegliano anche l’umanità sopita di Hildebrand che adora la musica, la letteratura e un tempo suonava quel pianoforte nel salotto, ora completamente scordato.
La storia è narrata nel romanzo, Melodia per Polina, il recente libro edito in Italia da Neri Pozza ed opera di Takis Würger, giornalista e scrittore tedesco che è stato corrispondente di guerra in Afghanistan, Libia ed Iraq per Der Spiegel e i cui reportages gli hanno meritato diversi riconoscimenti quali, il German Reporter Award e il CNN Journalist Award.

Melodia per Polina è già stato tradotto in venticinque paesi.
Fra i protagonisti del romanzo, affascina Fritzi la giovane madre che desidera terminate le scuole superiori, studiare in Italia. Alle spalle una famiglia difficile e per lei che ama vivere con grande spontaneità quell’incontro casuale che porterà alla nascita di Hannes trasformando i suoi desideri. Un’avventura quasi banale. Un bimbo che porta con sé l’amore capace di riscaldare.
Fritzi che in tedesco è il femminile di Frederich, Federico, si può legare etimologicamente anche alla frase Fritz gehen, che significa andare fuori uso, rompersi.
Sono le vite come quella di Heinrich un tempo, ma soprattutto quella del piccolo Hannes nel racconto che si snoda davanti ai nostri occhi, a spezzarsi. E in quel pianoforte che egli suona al funerale della persona da lui più amata sentiamo la sofferenza di una giovane anima che, come uno strumento rotto e scordato, non riuscirà più a trovare il piacere di inseguire ciò che fino a pochi giorni prima era stata una ragione fondamentale di vita.
Hannes è un grande pianista in erba, in tanti lo pensano, ma quelle melodie capaci di raccontare storie, le sue, quelle vissute, quelle dedicate dopo la prima per Polina, rimarranno sopite per lungo tempo perché c’è troppo dolore.
Dove è morta la bellezza? Attraverso la fatica fisica Hannes cerca la sua redenzione e scopre per caso l’amico che cercava. Quel lavoro pesante che egli ha scelto gli permetterà di riascoltare i suoni del mondo e di ritrovare in se la forza di raccontare il sentimento, attraverso le note del pianoforte.
Come ha scritto giustamente il Berliner Zeitung, Melodia per Polina, è un libro romantico, lieve come un sogno. Semplicemente bello.
E nella breve frase semplicemente bello, vediamo scorrere il naturale svolgersi della vita, con i suoi momenti di gioia e di dolore che si alternano, in grado a volte di farci “scordare” il suo significato e di condurci a camminare su altre strade, diverse da quelle immaginate o sognate.
Patrizia Lazzarin
